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A Conselve, Cartura e Terrassa Padovana il progetto-fusione continua a far discutere

Si continua a parlare della fusione fra Conselve, Cartura e Terrassa. stasera l’amministrazione comunale di Cartura propone un incontro pubblico, alle 21 al centro polivalente di Cagnola. «Continua...

Si continua a parlare della fusione fra Conselve, Cartura e Terrassa. stasera l’amministrazione comunale di Cartura propone un incontro pubblico, alle 21 al centro polivalente di Cagnola. «Continua il confronto con le realtà territoriali e i cittadini», spiega Massimo Zanardo, vice sindaco e presidente della commissione intercomunale sulla fusione, «proprio per favorire il confronto e la condivisione su un tema che riguarda il nostro futuro. Noi responsabilmente rimaniamo dell’idea che siano ...

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Si continua a parlare della fusione fra Conselve, Cartura e Terrassa. stasera l’amministrazione comunale di Cartura propone un incontro pubblico, alle 21 al centro polivalente di Cagnola. «Continua il confronto con le realtà territoriali e i cittadini», spiega Massimo Zanardo, vice sindaco e presidente della commissione intercomunale sulla fusione, «proprio per favorire il confronto e la condivisione su un tema che riguarda il nostro futuro. Noi responsabilmente rimaniamo dell’idea che siano meglio pensare a pianificare delle proposte positive, pur nella loro complessità, piuttosto che subire passivamente gli eventi». Intanto a Conselve i gruppi di opposizione sollevano dubbi e interrogativi sul progetto. “Insieme per il bene comune” ha messo a punto un dossier che ripercorre le tappe di questi mesi, passando ai raggi X le iniziative dei tre sindaci. «Le fusioni vanno fatte», afferma il consigliere Andrea Zanetti, «ma con giudizio, perché in gioco c’è il futuro di un territorio e della sua gente. Nel nostro programma elettorale avevamo ipotizzato una visione di una forma associativa che chiamasse in causa le realtà più vicine come Arre e Bagnoli. Nella commissione per la fusione ho più volte insistito affinché si coinvolgano anche gli altri Comuni del Conselvano per far crescere questa idea e farla diventare un progetto di partecipazione più ampio. Ma non c’stato niente da fare, i tre sindaci vogliono procedere a tappe forzate. È il loro ambizioso obiettivo che non vogliono discutere e condividere. Per noi invece è un progetto chiuso in se stesso». Zanetti sottopone inoltre un lungo elenco di domande su come cambierà a livello pratico la vita amministrativa dopo la fusione. «Su questi interrogativi finora abbiamo ricevuto risposte insufficienti», conclude. Fabio Cosmi di “Crescere insieme” critica invece le rassicurazioni fornite alle associazioni durante i recenti incontri. «È vero che le associazioni non avranno alcun obbligo di aggregarsi» spiega «ma non so che senso avrà mantenere, ad esempio, tre gruppi di protezione civile, o tre Pro Loco. Che senso ha formare una nuova comunità per poi rimanere divisi nello sport, nel volontariato e nel sociale? Sarebbe da separati in casa. La fusione non è una semplice operazione amministrativa e comunque in dieci anni i finanziamenti finiscono mentre le diversità rimangono».

Nicola Stievano