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Quattro anni e 8 mesi per la rapina a Masi vittime due anziani

La coppia fu immobilizzata con del nastro da pacchi Ad altri due imputati è stato rifiutato il patteggiamento

MASI. Quattro anni otto e mesi per uno, patteggiamento “rifiutato” per gli altri due. È quanto toccato ai tre rapinatori che, il 9 febbraio 2017, erano penetrati nell’abitazione di Bruno Pevarella e Velia Correzzola, 84 e 83 anni, in via Este a Masi. La coppia, alle 20, si era vista piombare in casa tre uomini con il volto coperto da sciarpe. Marito e moglie si trovavano in cucina e stavano per terminare la cena. Un membro della banda aveva provveduto a immobilizzare i due ultraottantenni ut ...

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MASI. Quattro anni otto e mesi per uno, patteggiamento “rifiutato” per gli altri due. È quanto toccato ai tre rapinatori che, il 9 febbraio 2017, erano penetrati nell’abitazione di Bruno Pevarella e Velia Correzzola, 84 e 83 anni, in via Este a Masi. La coppia, alle 20, si era vista piombare in casa tre uomini con il volto coperto da sciarpe. Marito e moglie si trovavano in cucina e stavano per terminare la cena. Un membro della banda aveva provveduto a immobilizzare i due ultraottantenni utilizzando del nastro da pacchi trasparente. Seduti in cucina, a Bruno e Veliza erano stati legati i polsi. Per oltre un’ora il terzetto, senza ritegno, aveva messo a soqquadro l’appartamento. Un mobile era stato fatto volare a terra e cassetti e mobilia erano stati passati al setaccio con foga. Alla fine i rapinatori erano riusciti a mettere le mani su 200 euro in contanti, un telefono cellulare, un cappotto in montone e alcuni gioielli. Pare, tuttavia, che il terzetto cercasse i fucili di Pevarella, ex cacciatore. L’uomo si era però liberato da tempo delle armi. In manette, lo scorso luglio, erano finiti tre marocchini: Youness Razzouki, 31 anni di Gazzo Veronese, e con lui Khalid Chaid e Rachid El Haddaoui, rispettivamente 30 e 25 anni, entrambi senza fissa dimora. Il gup del Tribunale di Rovigo, Pietro Mondaini, ha inflitto ieri una condanna di 4 anni e 8 mesi a El Haddaoui. L’imputato aveva scelto di avvalersi del rito abbreviato. Gli altri due, invece, avevano raggiunto prima dell’udienza un accordo con la Procura per patteggiare la pena. Il giudice non ha tuttavia ritenuto congruo l’ammontare di pena concordato (all’incirca 2 anni). La loro posizione, quindi, sarà esaminata da un giudice diverso, sempre in udienza preliminare, il prossimo 15 maggio. Fatale ai tre malviventi era stata una segnalazione arrivata ai carabinieri di Castelbaldo: qualcuno aveva messo nelle mani dei militari la targa parziale di una Ford Mondeo, pizzicata a transitare lungo via Masi nei giorni antecedenti alla rapina. Alcune immagini di videosorveglianza hanno confermato i numerosi passaggi della vettura, risultata intestata a una donna, la compagna di Razzouki, il primo dei tre ad essere arrestato.

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