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Inchiesta sui ladri-acrobati tre gestori di B&B nei guai

Contestata una trentina di furti alla banda che ha terrorizzato l’Alta padovana con base a Carmignano. Due strutture ricettive ospitavano i trasfertisti albanesi 

CITTADELLA. Per quasi un anno hanno terrorizzato non solo l’Alta Padovana ma mezzo Nordest e oltre, compiendo razzie a Carpenedo di Venezia, Piacenza, Fossato di Vico e Gubbio (Perugia) Casola Valsenio (Ravenna), Fognano di Castel San Pietro Terme e Imola (Bologna), Mogliano e Zero Branco nel Trevigiano. Ora è fuori gioco almeno una parte del piccolo esercito di ladri-acrobati di origine albanese (nati fra Kruje e Lushnje) determinati come i soldati di un reparto militare specializzato nel c ...

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CITTADELLA. Per quasi un anno hanno terrorizzato non solo l’Alta Padovana ma mezzo Nordest e oltre, compiendo razzie a Carpenedo di Venezia, Piacenza, Fossato di Vico e Gubbio (Perugia) Casola Valsenio (Ravenna), Fognano di Castel San Pietro Terme e Imola (Bologna), Mogliano e Zero Branco nel Trevigiano. Ora è fuori gioco almeno una parte del piccolo esercito di ladri-acrobati di origine albanese (nati fra Kruje e Lushnje) determinati come i soldati di un reparto militare specializzato nel colpire i bersagli quanto abili nella fuga visto che il fratello di uno dei protagonisti di questo procedimento era l’autista della nota (alle cronache) Audi gialla (Lulezim Vasil Rama), l’auto impiegata per molte scorribande che viaggiava anche contromano in autostrada, poi bruciata nelle campagna di Onè di Fonte. Quasi una trentina i furti contestati. Gli ultimi arresti risalgono al novembre scorso: ora il pubblico ministero padovano Benedetto Roberti ha chiuso formalmente l’inchiesta a carico di 18 fra loro, compresi tre titolari di bed&breakfast accusati di aver violato le norme del Testo unico di pubblica sicurezza in quanto ospitavano i “trasfertisti” albanesi temporaneamente in Italia “per lavoro” senza segnalare la presenza di quegli ospiti alla questura. Nei guai Arsela Rizai del B&B “Ai Fiori” di Cittadella e i cinesi Meihua Gao e Guang Lin dell’albergo ristorante Prince di Carmignano di Brenta. Quanto agli altri sono chiamati a rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata ai furti, al riciclaggio e alla ricettazione.Ben suddivisi i ruoli: Bajram Kabili ed Edmond Rama (fratello di Vasile) erano gli organizzatori e operavano da supporto logistico, provvedendo a garantire aiuto a chi era in carcere (anche accompagnando le mogli negli studi legali o ai colloqui), a portare i ladri in un negozio di ferramenta a Fontaniva per comprare gli arnesi da scasso e a trasferire all’estero il bottino (soldi e preziosi). Come? A bordo di una corriera guidata da Elidon Cela fino al porto di Bari, corriera imbarcata a bordo di una nave-traghetto diretto a Durazzo. La base operativa della banda? Un condominio a Carmignano in via Roma già perquisito (150 appartamenti per lo più occupati abusivamente) e gestito da Kabili che mascherava la sua reale attività con piccoli lavori saltuari. I colpi erano compiuti da batterie formate da 3 persone.