Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Elementari e asili, ora i Comuni fanno rete

Accordi di welfare aziendale tra i centri dell’hinterland: si salvano i servizi e le imprese risparmiano

LIMENA. Comuni che si mettono in rete per fornire servizi ai lavoratori delle aziende del territorio, nell’ottica di migliorare il welfare aziendale. Progetti che denotano un cambio di mentalità che mira al benessere dei lavoratori, aiutando nel contempo i servizi comunali e defiscalizzando le aziende. Limena, che conta 1.543 attività produttive, accoglie ogni giorno 6.371 lavoratori, molti dei quali provengono da fuori Comune: recentemente ha siglato l’accordo “Alleanza per la famiglia” co ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

LIMENA. Comuni che si mettono in rete per fornire servizi ai lavoratori delle aziende del territorio, nell’ottica di migliorare il welfare aziendale. Progetti che denotano un cambio di mentalità che mira al benessere dei lavoratori, aiutando nel contempo i servizi comunali e defiscalizzando le aziende. Limena, che conta 1.543 attività produttive, accoglie ogni giorno 6.371 lavoratori, molti dei quali provengono da fuori Comune: recentemente ha siglato l’accordo “Alleanza per la famiglia” con Piazzola sul Brenta, Villafranca Padovana, Campodoro e Campo San Martino.

I cinque i Comuni contano 4.617 attività produttive, per un totale di 14.982 addetti. In base al protocollo siglato, le aziende che si faranno partner dell’iniziativa potranno fornire ai dipendenti una doppia alternativa: il premio produzione potrebbe venire elargito in denaro o in servizi nelle attività del territorio. «Siamo partiti con le materne e i nidi» spiega Francesca Pizzo (Cisl), «perché la bassa natalità ha messo in sofferenza le scuole, alcune delle quali rischiano di chiudere. Le aziende che aderissero al progetto potrebbero devolvere il bonus produzione al sostegno delle rette nel Comune in cui i dipendenti lavorano. Le imprese ne avrebbero dei vantaggi fiscali, i dipendenti potrebbero pagare rette alla stessa cifra dei residenti e iscrivere i propri figli in scuole vicine al proprio posto di lavoro». Lo stesso progetto è stato avviato anche a Rubano (che conta 2.057 insediamenti produttivi) e in misura minore anche a Noventa, dove il nido comunale rischia la chiusura per i pochi iscritti. «La forza dell’accordo tra i cinque Comuni» aggiunge Alessandra Stivali (Cgil), «è la possibilità per i dipendenti di usufruire dei servizi in tutti i territori e ipotizzare l’attivazione di servizi ulteriori alla scuola, come i centri estivi o gli sconti nei negozi. Ora che gli accordi sono pronti, le aziende devono contattare i Comuni: è un’opportunità importante in quanto mira al benessere aziendale, ma anche ad avere degli sgravi fiscali».

Limena aveva già scelto di equiparare le rette al nido Andersen tra residenti e non. «Scelta vincente, perché dal rischiare di chiuderlo, ora ha tanti nuovi iscritti» illustra l’assessore Cristina Turetta, «Crediamo in questo progetto di welfare e adesso contatteremo le aziende per spiegarne modalità e vantaggi». Vigodarzere e Curtarolo, invece, hanno scelto di orientare l’Alleanza per la famiglia allo sviluppo del talento di ogni persona e di ogni realtà, “come leva per la crescita della comunità”: dallo sport alle aziende, dai giovani agli anziani.

Cristina Salvato