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Arrestato un rapinatore seriale

Cadoneghe: Moreno Scanferla cambia vita, ma deve scontare 4 anni e 8 mesi

CADONEGHE. Finito in carcere a Rovigo Moreno Scanferla, 59 anni, rapinatore “seriale” originario di Cadoneghe. Dovrà scontare quattro anni e otto mesi di galera per diverse rapine compiute e tentate negli anni scorsi insieme ad altri cinque complici. Agivano come una banda organizzata, ribattezzata la “nuova mala del Brenta”, tra le province di Venezia e Treviso. Scanferla e gli altri erano stati infatti accusati di aver messo a segno alcune rapine nel 2014 al Despar di Morgano, al supermer ...

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CADONEGHE. Finito in carcere a Rovigo Moreno Scanferla, 59 anni, rapinatore “seriale” originario di Cadoneghe. Dovrà scontare quattro anni e otto mesi di galera per diverse rapine compiute e tentate negli anni scorsi insieme ad altri cinque complici. Agivano come una banda organizzata, ribattezzata la “nuova mala del Brenta”, tra le province di Venezia e Treviso. Scanferla e gli altri erano stati infatti accusati di aver messo a segno alcune rapine nel 2014 al Despar di Morgano, al supermercato In’s a Quarto d’Altino, a due dipendenti della Nordest Giochi Newco di Maser mentre ritiravano gli incassi dei videopoker al “Toros”. Il locale apparteneva a Moreno Scanferla, che sarebbe stato il mandante del colpo. Tentarono anche una rapina ai danni di un portavalori a Caerano, però fallita. Erano stati anche a processo a Rovigo con l’accusa di essere stati assoldati da Antonio e Loretta Velo, per razziare la cassaforte a casa della madre di Marco Rossini, ex amministratore dell’azienda Velo spa di Altivole. Una banda di rapinatori così sicura di andare a segno che parlando tra loro al telefono si davano appuntamento per «andare a giocare una partita amichevole» o una sfida dalla «vittoria garantita»: ma dentro le sacche sportive nascondevano invece le armi. Scanferla, originario appunto di Cadoneghe, negli anni passati aveva trasferito il suo domicilio a Fonte, in provincia di Treviso, perché gestiva una pizzeria a Caerano. L’altro ieri i carabinieri di Cadoneghe lo hanno raggiunto a Boara Pisani per notificargli il provvedimento di carcerazione: sapevano che sarebbe stato lì per motivi di lavoro. Pare infatti che abbia cambiato vita e adesso lavori come autotrasportatore. Ma i tempi della giustizia sono differenti da quelli della vita e Scanferla è chiamato quindi a scontare la sua pena. (cri. s.)