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Vigile ottiene il posto dopo vent'anni e il Comune dovrà risarcirlo

Cittadella, doveva diventare vicecomandante dopo un concorso nel 1998: soltanto ora il Tar gli dà ragione

CITTADELLA. Avrebbe dovuto fare il vicecomandante dei vigili della città murata, alla fine del secolo scorso. Una trafila giudiziaria lunga vent’anni – tribunale amministrativo, quello civile, con tutti e tre i gradi di giudizio, e di nuovo il Tar – ma alla fine Orazio Camporese ha avuto il riconoscimento delle sue ragioni.

Nel 1995 si classificò secondo nel concorso indetto dall’amministrazione di Cittadella guidata al tempo da Lucio Facco. Qualche anno dopo, nel 1998, il vincitore divenne comandante, ma per coprire il ruolo di vice il Comune decise di procedere con un concorso interno, senza attingere alla graduatoria. Una scelta giustificata «dalla concreta esigenza di un oggettivo risparmio di spesa».

Camporese, però, decise di farsi valere davanti al giudice perché «ritenevo mancasse la legittimità del provvedimento». Iniziò una vera e propria odissea: il giudice amministrativo all’epoca si dichiarò incompetente e gli diede sei mesi di tempo per riassumere davanti al giudice ordinario le sue ragioni. Il tribunale ordinario riconobbe il suo diritto, ma il Comune non si diede per vinto, quindi nuova tappa con l’impugnazione della sentenza in corte d’appello. Il problema è che in secondo grado il giudice si dichiarò incompetente. A quel punto l’avvocato di Camporese decise di andare fino in fondo, e la cassazione chiuse la partita della competenza: toccava al Tar decidere.

E il Tar ha sancito che «la qualifica di vicecomandante della Polizia municipale non è affatto caratterizzata da una professionalità acquisibile “esclusivamente” all’interno dell’ente», e quindi «l’amministrazione era tenuta ad espletare un concorso pubblico». Ed ora? Il sindaco Luca Pierobon fa sapere che svolgerà i necessari approfondimenti, «ma sicuramente ricorreremo al Consiglio di Stato».

Dal canto suo Camporese, pur mantenendo i piedi piantati a terra, non nasconde la sua soddisfazione «per la decisione del giudice amministrativo». In base a quanto deciso dal Tar, il Comune dovrà ora risarcire Camporese per «il danno subito, da quantificarsi nelle differenze retributive dal momento della mancata assunzione ed inquadramento nella superiore qualifica di istruttore direttivo», cioè

il posto di vicecomandante, «a far data dal 28 dicembre 1998, rispetto alla posizione retributiva inferiore ricoperta da Camporese, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali fino al saldo». Il Comune dovrà inoltre farsi carico delle spese processuali fissate in 2.000 euro.

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