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Ubriaco cade dal terzo piano e muore

È successo all’una di notte, niente da fare nonostante i tentativi di rianimazione

PADOVA. Cade nel vano scale dal terzo piano, al termine dell’ennesima serata attaccato al bicchiere. Dan Gheorghe Patrulescu, 50 anni, romeno, è morto davanti agli occhi dei condomini. Di lui resta qualche indizio di ciò che era nella vita precedente.

L’uomo che era oggi, invece, lo descrive di malavoglia chi con lui divideva un appartamento nella palazzina al civico 189 di via Aspetti. Mancavano pochi minuti all’una di notte quando il cinquantenne romeno è rientrato nel condominio, salendo in ascensore fino al terzo piano, quello del suo alloggio.

Quell’appartamento suddiviso in quattro stanze, dove vivono due badanti e due muratori, tutti romeni. Per poter vivere a Padova si fa anche così. Sabato notte si è sentito un tonfo improvviso, un rumore macabro che già nell’immediato non faceva presagire nulla di buono. Quando gli inquilini si sono affacciati nel vano scale, hanno visto al piano terra il corpo di Dan Gheorghe Patrulescu. L’hanno soccorso subito, è arrivata un’ambulanza del 118 e subito dopo una volante della polizia.

Nonostante oltre venti minuti di massaggio cardiaco, il medico ha dovuto sancire la morte. Un giallo, lì per lì, per la polizia. Un decesso da chiarire subito in tutti i suoi contorni. Medico legale e Scientifica, dopo ore di accertamenti, hanno escluso il coinvolgimento di altre persone. Sul corpo nessun segno di colluttazione. La morte del cinquantenne è un tragico incidente.

La ricostruzione finale della polizia è semplice e lineare, al punto che il pubblico ministero di turno non ha chiesto l’autopsia. Gheorghe è tornato a casa ubriaco, è salito al pianerottolo del terzo piano, si è sporto troppo ed è caduto. Il frastuono era dovuto al corpo in caduta libera che prima di arrivare a terra ha infranto alcune vetrate della ringhiera.

Anche nella vita di Dan Gheorghe Patrulescu c’è un prima e c’è un dopo. Viveva a Padova da anni e tentava di conquistare una vita dignitosa lavorando nell’edilizia. Nel motore di ricerca Google c’è ancora il suo annuncio, con l’indirizzo dell’epoca e il numero di cellulare.

Poi arriva ottobre 2015 e l’uomo finisce in manette per una serie di furti nei discount di Vigonza e Noventa. Da quel momento la sua vita cambia perché si perde nell’alcol. Gli arresti domiciliari li aveva

terminati il 21 gennaio scorso. I coinquilini sono testimoni diretti di questo suo baratro interiore, della dipendenza, delle difficoltà a tornare a una vita normale. La polizia ha informato del fatto anche la figlia che vive in Germania e che nei prossimi giorni dovrà raggiungere Padova.

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