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Sfratto in vista, appello al Comune

Una donna di 58 anni disperata: «Ho debiti, non so più cosa fare»

SALBORO. Cinquantotto anni, un’attività commerciale non decollata alle spalle, sola, con una figlia alle prese con la sua vita piena dI insidie. R.T. , a un passo dalla disperazione, ovvero lo sfratto, il prossimo 7 febbraio, dalla sua casa di Salboro, in via Someda, ha bussato alla porta del Comune. Con lei Alfredo Belluco, di Confedercontribuenti. Palazzo Moroni ha cercato di soccorrerla con i Servizi sociali che le porgono il sacchetto della spesa ogni settimana. E in questi giorni è stat ...

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SALBORO. Cinquantotto anni, un’attività commerciale non decollata alle spalle, sola, con una figlia alle prese con la sua vita piena dI insidie. R.T. , a un passo dalla disperazione, ovvero lo sfratto, il prossimo 7 febbraio, dalla sua casa di Salboro, in via Someda, ha bussato alla porta del Comune. Con lei Alfredo Belluco, di Confedercontribuenti. Palazzo Moroni ha cercato di soccorrerla con i Servizi sociali che le porgono il sacchetto della spesa ogni settimana. E in questi giorni è stato coinvolto anche il Settore casa. «Mi sono ritrovata sola, senza lavoro e con un debito di 18 mila euro. Negli ultimi anni sono sopravvissuta con 250 euro al mese, poi ho dilapidato l’oro di mia mamma (circa 6 mila euro), ora continuo a cercare lavoro, ma non so più a che porta bussare». L’aiuto del Comune non è sufficiente: «I Servizi sociali mi avevano proposto un dormitorio per la notte, e poi durante il giorno che faccio? Dove sto? Divento una barbona? Da un mese e mezzo mangio solo pastasciutta. Qualche volta mia figlia m’invita o mi compra un po’ di frutta e verdura. Devo ringraziare lei e il mio assicuratore che mi ha dilazionato la polizza. La mia vita è tutto un chiedere e piangere alle persone. Non mi piace. Mi umilia. E i vicini mi fanno anche i dispetti, a tal punto da mettere la colla al basculante del garage, perché non posso pagare le spese condominiali». Dal Comune una breccia di speranza: «Il 7 febbraio è il primo accesso», spiegano, «dunque speriamo di avere un po’ di tempo per trovare una soluzione. In una settimana, tanto è il tempo a disposizione ora, non riusciamo ad intervenire. Abbiamo preso in mano il caso e, pur consapevoli dell’urgenza, abbiamo anche altre situazioni complesse dove sono coinvolti bambini e disabili che hanno la priorità».

Elvira Scigliano