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La falda avvelenata resta un’emergenza «Bonifica urgente»

Appello dell’associazione Città Aperta a Comuni e Regione per trovare i 6 milioni da destinare al risanamento completo

CITTADELLA. Bonifica dell'ex Tricom di Tezze, l'associazione Città Aperta, dopo tre assemblee partecipate non molla la presa e consegna un documento ai sindaci di Cittadella, Fontaniva e Tezze. Il presidente Francesco Rebellato spiega che deve essere «utile agli enti pubblici per proseguire nelle iniziative di ripristino di un territorio e della sua acqua, a salvaguardia dei cittadini». L'iniziativa intende stimolare una bonifica, dopo l'inquinamento dell'acqua al cromo, che sarebbe dovuta partire già a fine 2014. Invece la chiusura della gara d’appalto è arrivata solo nel febbraio 2017. Ad aggiudicarselo un raggruppamento d’imprese (due di Trento, una di Teramo), per un milione di euro. Ovviamente questa cifra non basterà per bonificare l’intera area dell’ex galvanica. Per risanare il sito occorrono almeno altri 6 milioni di euro. Nel frattempo, l'associazione propone 4 linee d'azione, a partire dalla trasparenza e informazione per i cittadini: «Non abbiamo certezza che il sito informativo, promesso dalla Regione l'8 maggio 2017 a Tezze, verrà realizzato. Chiediamo ai tre Comuni di farsi carico di realizzare un sito informativo su tutte le vicende dell'acqua e delle bonifiche del nostro territorio; anche altri Comuni possono essere interessati, a partire da Carmignano, da dove inizierà il massiccio prelievo di acqua da portare al Veneto inquinato». Seconda proposta: «I sindaci hanno la forza per esprimere la volontà politica di concludere la bonifica in tempi brevi». Città Aperta sollecita anche la Regione perché chieda al Ministero dell'Ambiente il finanziamento mancante, «visto che i senatori Giorgio Santini e Antonio De Poli si erano impegnati ad appoggiare la richiesta all'assemblea a Fontaniva». Secondo l'associazione, infine, Etra dovrebbe migliorare l'informazione dei cittadini sulla

qualità dell'acqua: «Si chiede che le analisi dell'acqua erogata, che si trovano nel sito, non siano espresse con un valore senza data, che non si sa se sia una media o un unico valore, perché questi dati non sono utili e non informano i cittadini».

Silvia Bergamin

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