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Va a prendere il rivale al bar e lo ferisce a coltellate

Sanguinosa lite nel piazzale dell’ex stazione delle corriere a Monselice Arrestato per tentato omicidio Amos Guglielmo: aveva una lama di 28 centimetri

MONSELICE. Sei anni fa, prima di pestare a sangue un nigeriano per guadagnare qualche dose facile di droga, si era finto carabiniere. Questa volta non ha esibito alcun camuffamento ed è andato più per le spicce: si è presentato al bar, ha portato fuori la vittima designata e l’ha infilzata al collo con un grosso coltello da cucina. Finendo – nuovamente – in manette e dietro le sbarre. L’accusa, questa volta, è la più grave di tutte quelle raccolte in un curriculum da malvivente di rango: ten ...

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MONSELICE. Sei anni fa, prima di pestare a sangue un nigeriano per guadagnare qualche dose facile di droga, si era finto carabiniere. Questa volta non ha esibito alcun camuffamento ed è andato più per le spicce: si è presentato al bar, ha portato fuori la vittima designata e l’ha infilzata al collo con un grosso coltello da cucina. Finendo – nuovamente – in manette e dietro le sbarre. L’accusa, questa volta, è la più grave di tutte quelle raccolte in un curriculum da malvivente di rango: tentato omicidio. Amos Gugliemo, monselicense di 44 anni, ha quasi ammazzato S.M., cittadino marocchino di 36 anni residente a Sant’Elena e con precedenti alle spalle. Il nordafricano, l’altra sera alle 19.30, si trovava al bar Lo Sfizio di Largo Carpanedo, in centro a Monselice, in quella che un tempo era la stazione delle corriere cittadina. Stava giocando nella sala slot del locale, almeno prima di essere interrotto da Guglielmo, che è entrato all’interno del bar già con evidenti intenti bellicosi. Il monselicense – apparso sotto l’effetto dell’alcol – ha puntato direttamente il trentaseienne marocchino, dando vita a un alterco piuttosto acceso. Tra spintoni e offese, Guglielmo ha obbligato il marocchino a uscire dal bar. La lite tra i due è continuata appena fuori dalla porta del locale, sotto gli occhi increduli e spaventati del titolare e dei clienti. Che, chiaramente impressionati dalla violenza di quel litigio e conoscendo i contendenti, hanno composto il 112 per chiedere l’intervento dei carabinieri. Proprio in quel momento il diverbio è degenerato ed è sfociato nel sangue: Guglielmo ha tirato fuori un coltello con una lama da 28 centimetri e il manico in legno, di quelli utilizzati per affettare la carne. Lo ha puntato al collo del nordafricano, colpendolo ma non in maniera letale. Quando i militari sono arrivati in Largo Carpanedo, l’apice dell’aggressione si era appena consumato. Soccorso poi dai sanitari del 118, S.M. è stato trasportato in ospedale a Schiavonia: la sua prognosi è riservata ma non rischia la vita. Gugliemo, viste le evidenti responsabilità, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Ora si trova in carcere a Padova. È ancora da chiarire il movente della brutale lite: pare che all’origine di tutto ci fosse un contenzioso per una storia di droga. Appena sei anni fa Guglielmo si era reso protagonista di un’altra efferata aggressione: in compagnia di un trentenne di Monselice, il malvivente aveva picchiato a sangue un nigeriano usando persino un tirapugni. In quell’occasione Guglielmo si era finto carabiniere, così da poter perquisire la vittima e rubarle alcune dosi di droga. Peccato che il malcapitato non avesse nulla a che fare con spaccio o detenzione di droga.

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