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Saper innovare la tradizione «Così la plastica diventa 4.0»

L’esperienza di Plastotecnica: investiti 4 milioni di euro per la digitalizzazione «Valorizzare le risorse umane, qui in Italia c’è tanta qualità e preparazione»

Per essere leader bisogna saper guidare la propria squadra verso traguardi al passo con i tempi. Per Plastotecnica Spa, tra i principali attori nazionali nella produzione di imballaggi flessibili in polietilene, questa filosofia è diventata la bussola per orientarsi in un mercato estremamente frammentato come quello del packaging. Il 2017 appena concluso è stato in questo senso l’anno decisivo per dare propulsione allo sviluppo produttivo, in primis valorizzando le risorse interne, grazie an ...

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Per essere leader bisogna saper guidare la propria squadra verso traguardi al passo con i tempi. Per Plastotecnica Spa, tra i principali attori nazionali nella produzione di imballaggi flessibili in polietilene, questa filosofia è diventata la bussola per orientarsi in un mercato estremamente frammentato come quello del packaging. Il 2017 appena concluso è stato in questo senso l’anno decisivo per dare propulsione allo sviluppo produttivo, in primis valorizzando le risorse interne, grazie anche alla ripresa economica che ha permesso investimenti nei processi dell’Industria 4.0 e favorito il raggiungimento di obiettivi di crescita più che soddisfacenti, in sensibile miglioramento rispetto al 2016.

La produzione nei due stabilimenti di Bagnoli di Sopra e di Pernumia – in totale 27mila metri quadri coperti, dove lavorano circa 400 addetti - è salita dalle 109mila tonnellate del 2016 alle 117mila tonnellate di quest’anno, con una variazione positiva del 7,33%. Leader nazionale del comparto, Plastotecnica si colloca al primo posto nel mercato italiano per la produzione del film termoretraibile e al secondo posto in quello del film estensibile, con un ruolo di rilievo anche in ambito europeo (sesto posto). Il fatturato, passato da 189 a 197 milioni di euro, ha registrato una percentuale di crescita del 4,23%, inferiore rispetto ai volumi, per la riduzione del costo delle materie prime e il conseguente abbassamento dei prezzi di vendita. Anche dal punto di vista finanziario la tendenza è stata positiva: l’indebitamento netto è sceso sotto quota 40 milioni, con una diminuzione del 17% rispetto all’anno precedente.

Nei processi dell’Industria 4.0 sono stati invece investiti 4 milioni, per lo sviluppo di sistemi di controllo degli impianti e per migliorare le condizioni di lavoro, aumentare la produttività e il livello di qualità, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale. L’export è stabile e si attesta intorno al 30%, indirizzato principalmente in Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca e Svezia, con vendite significative in una trentina di altri Paesi tra Europa, Medio Oriente e Africa. «È un dato che dovremmo migliorare già quest’anno», sottolinea l’amministratore delegato Luca Iazzolino. «Mantenere il 70% sull’Italia è impegnativo e rischioso. L’estero offre maggiori garanzie sul fatturato. Per crescere stiamo puntando a implementare la struttura di vendita in Europa, specialmente dal punto di vista logistico. Apriremo un deposito merci in Repubblica Ceca, per avere stoccaggi più vicini ai clienti. Per noi è fondamentale la rapidità. Per questo siamo ben consolidati in Nord Italia e Mitteleuropa, dove riusciamo a garantire consegne just in time o veloci».

L’altra mossa sarà l’ampliamento della gamma di prodotti. «Abbiamo bisogno di acquistare mercati diversi, sia a livello dimensionale sia di margini», osserva Iazzolino. «Siamo tradizionalmente legati alle acque minerali, ai laterizi, al packaging industriale per svariati prodotti. Ma ci sono ambiti più profittevoli. Per questo abbiamo incaricato il team ricerca e sviluppo di lavorare a una nuova idea. Avevano un budget e l’obbligo di produrre con le macchine che già avevamo, per il resto completa autonomia. E hanno colpito nel segno, pensando a un film da imballaggio che diventa colla, specifico per il settore automobilistico e la moda: mercati che offrono margini ben maggiori». «Credo molto nella valorizzazione delle risorse umane, qui in Italia c’è tanta qualità e preparazione», ribadisce Iazzolino. «Me ne sono accorto facendo esperienza all’estero e non a caso nel nostro comparto molti portano il settore ricerca e sviluppo in Italia. Investiremo sempre di più sulla crescita del nostro personale, attraverso la formazione interna e la certificazione».