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Il sindaco va ancora in minoranza

Dopo lo stop sul bilancio, non è stata votata la nuova convenzione

ANGUILLARA. È sempre più profonda la spaccatura in consiglio comunale e per la seconda volta il sindaco è stato messo in minoranza. Dopo lo stop all’approvazione del bilancio a fine anno, nei giorni scorsi il consiglio si è di nuovo diviso sulle delibere delle convenzioni. Convocato in via urgente e straordinaria il consiglio doveva esprimersi, da una parte, sullo scioglimento della convenzione con San Martino delle Venezze relative ad urbanistica e Suap, per poter procedere con il nuovo ac ...

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ANGUILLARA. È sempre più profonda la spaccatura in consiglio comunale e per la seconda volta il sindaco è stato messo in minoranza. Dopo lo stop all’approvazione del bilancio a fine anno, nei giorni scorsi il consiglio si è di nuovo diviso sulle delibere delle convenzioni. Convocato in via urgente e straordinaria il consiglio doveva esprimersi, da una parte, sullo scioglimento della convenzione con San Martino delle Venezze relative ad urbanistica e Suap, per poter procedere con il nuovo accordo per la forma associata con Pozzonovo, Solesino, San Pietro Viminario e Pernumia. Il primo ordine del giorno, però, ha incassato il voto contrario dei quattro consiglieri di minoranza più i tre del gruppo “Area Popolare – Sviluppo Solidale”: Alberto Dicati, Claudio Buson e Sandro Chioetto. A quel punto non è stato possibile procedere con l’approvazione della nuova convenzione e ora ci si interroga sul futuro dell’amministrazione retta dal sindaco Luigi Polo, la cui scadenza naturale sarebbe il prossimo anno. Se entro fine febbraio il consiglio non approverà il bilancio pare inevitabile la strada del commissariamento. «Mi spiace che si arrivi a questo punto» dichiara amareggiato il sindaco Luigi Polo «perché non votare le delibere sulla convenzione è stato un atto irresponsabile che mette in difficoltà non solo noi ma anche gli altri Comuni coinvolti che adesso dovranno cercare altre soluzioni. Così lasciamo solo macerie per un tornaconto politico. Capisco l’opposizione, che tiene fede al suo ruolo, ma i tre consiglieri di maggioranza con questa scelta tradiscono il mandato degli elettori che hanno affidato al nostro gruppo la responsabilità di governo». Polo si riserva ogni altra valutazione o decisione nelle prossime settimane. Claudio Buson difende invece l’autonomia di scelta: «Ormai è evidente che ci sono vedute diverse, da qui il nostro voto contrario al bilancio e alle convenzioni. Da oltre due anni abbiamo costituito il gruppo “Area popolare” e abbiamo sempre detto come la pensavamo, anche sulle convenzioni. Sottolineo che non c’è niente di personale ma a livello politico ci sono delle divergenze. Ora serve un approfondito esame di coscienza».

Nicola Stievano