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Neonata di 46 giorni muore dopo la poppata

Tragedia a Ponte San Nicolò, la mamma l’ha trovata fredda alle 7 del mattino

PONTE SAN NICOLO’. Trovare la propria bimba morta a letto dopo averla lasciata sulla culla un paio d’ore prima, dopo la poppata e l’ennesima carezza sul viso angelico comune a tutti i neonati è un dolore lancinante per i genitori, di quelli che ti trafiggono il cuore.

Se sarà confermato dall’autopsia si tratta di Sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids) che in Italia ha una incidenza annua di circa lo 0,5 per mille (2015).

Il papà della piccola, mancata a soli 46 giorni di vita non si dà pace: «Perché è toccato proprio a noi?» La tragedia si materializza lunedì scorso, l’8 gennaio, in una elegante palazzina di Ponte San Nicolò al civico 25 di via Dante.

«Mia moglie alle 3.30 aveva rimesso a letto Maria Melissa dopo averla allattata al seno e aver atteso che digerisse, verso le 7.30 quando è tornata nella sua stanza per riprenderla l’ha trovata fredda, già morta» racconta disperato Mihai Popa (Michele), romeno, operatore in una fabbrica della zona.

«Nostra figlia era a pancia in su con il viso rivolto da un lato. I soccorsi e i tentativi di rianimazione sono stati purtroppo vani. Il mondo ci è crollato addosso. La piccina era nata il 23 novembre scorso a Padova con cesareo programmato. Era stata una gravidanza tranquilla dopo tre giorni sono entrambe sono rincasate. Maria Melissa era sana, mia moglie la allattava al seno e da Natale il pediatra aveva deciso di procedere con una aggiunta di latte artificiale per aumentare l’accrescita del peso».

Per la famiglia Popa un dolore immenso, ma la forza di guardare avanti arriva anche dall’altro figlio, un maschietto di otto anni.

Mihai stava sistemando il garage per cercare di non pensare di continuo alla sua piccola, volata in cielo senza un perché.

«Tra l’altro» racconta «stavamo vivendo un periodo particolare sotto l’aspetto economico. Mia moglie Roxana che ha 28 anni ed è in Italia dal 2007, cerca un lavoro di qualsiasi tipo, anche part time. Una ricerca che, se prima era destinata esclusivamente ad aumentare le entrate familiari ora farà sì che pensi meno alla tragedia che ci ha colpito.

Il funerale della piccola è stato celebrato, familiari, parenti e amici hanno dato l’ultimo straziante saluto alla neonata. «Speriamo di riuscire a mettere una bella lapide in cimitero, se qualcuno ci vuole aiutare ne saremmo veramente grati», aggiunge il papà. Il dramma che ha colpito la coppia

ha addolorato l’intero paese di Ponte San Nicolò dove la famiglia è ben inserita.

Davvero molti gli attestati di cordoglio giunti a mamma Roxana a papà Michele che hanno voluto riportare nel retro della foto della loro bimba, una preghiera intitolata “Angelo di Dio”.
 

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