Quotidiani locali

Pedrocchi, balli e fiaccole nelle sale del piano nobile: è polemica

Padova. Sotto accusa il veglione di San Silvestro, che ha trasformato il Caffè in discoteca. La guida turistica: «Poco rispetto per il monumento». L’assessore: «Vigileremo»

PADOVA. Che ci possano essere balli scatenati nelle storiche sale dello “Stabilimento jappelliano”, tra i simboli della città, può far storcere il naso a qualcuno ma è consentito dalle leggi (basta chiedere i permessi). Che si possano accendere fontane luminose scintillanti tra i delicati spazi della sala Rossini o utilizzare gli spazi del piano nobile dove c’è il museo del Risorgimento per il catering e la ristorazione, questo proprio no.

Rischia di costare caro il veglione di Capodanno alla “F&de group”, la società che gestisce il Caffè Pedrocchi e che proprio qualche settimana fa aveva ottenuto maggiori concessioni da Comune e Soprintendenza, dopo la minaccia di rescindere il contratto e abbandonare la concessione per 15 anni vinta nel gennaio 2014.



Le segnalazioni arrivate a Palazzo Moroni sono abbastanza precise e circostanziate, e riguardano due serate (il 17 e il 31 dicembre) gestite come se il Pedrocchi fosse una discoteca, con tanto di prevendite e “pierre”. La prima era affidata al gruppo “Dobermahn”, mentre il veglione di San Silvestro era caratterizzato dai diamanti di “Promise”, serata in collaborazione con i locali H222 e Salotto38, e pubblicizzata in altri discoclub del Veneto.

Sotto accusa c’è principalmente l’utilizzo di “fontane luminose” (o sparkler) nella storica Sala Rossini, che ha tra l’altro il pavimento in legno e per cui tra le prescrizioni della Soprintendenza c’è il divieto assoluto di accendere qualsiasi tipo di fiamma, persino le candele. Ma non solo: mentre al piano di sotto si ballava al ritmo della musica dance, al piano nobile i camerieri servivano il cibo preparato dalla cucina del Caffè. Anche se organizzare catering in quelle sale è complicatissimo: ad esempio bisognerebbe evitare che le mensole e i banconi in marmo diventino vassoi dove poggiare i bicchieri usati. Ma è difficile contenere l’entusiasmo di chi vuole festeggiare l’arrivo del nuovo anno alle regole di utilizzo di un bene monumentale.

Tra coloro che contestano questo tipo di serate al Pedrocchi c’è una guida turistica: «Ero già rimasta turbata quando alcuni mesi fa una dipendente era salita a ballare sul bancone storico», spiega, «ma va detto chiaramente che il Pedrocchi è un monumento e, come tale, va rispettato. Non dovrebbe essere consentito alcun utilizzo improprio».

Da guida ha poi notato altri particolari decisioni dell’attuale gestione: «A volte passo con i gruppi e troviamo alcune sale chiuse perché allestiscono per feste private. Non lo trovo giusto: non si può negare un bene culturali ai turisti», racconta. «E infine trovo davvero sgradevole che in Sala Verde arrivino i camerieri a prendere le ordinazioni. Si viene meno a un preciso lascito testamentario di Domenico Cappellato Pedrocchi, figlio adottivo di Antonio».

L’assessore alla Cultura, Andrea Colasio, sceglie la linea della prudenza: «Faremo le dovute verifiche», commenta, «e sarà mia cura, se dovessero esserci problemi, sollecitare un incontro tra gestori, funzionari del Comune e della Soprintendenza. C’è un preciso modus operandi che abbiamo concordato insieme e va rispettato. È giusto che il Pedrocchi sia un locale vissuto e aperto anche la sera. Ma tutti gli eventi devono essere compatibili con i vincoli e il rispetto che tale luogo impone».
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon