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Padova, l'ex comandante dei vigili Paolocci  indagato per corruzione

Terminata l’attività dei carabinieri che contestano anche l’abuso d’ufficio, la turbativa d’asta e l’induzione indebita

PADOVA. Antonio Paolocci è indagato dalla Procura di Padova per i reati di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e induzione indebita a promettere o dare utilità. Sono i confini delineati dall’attività dei carabinieri del Nucleo investigativo provinciale, che da mesi indagano sull’operato del comandante della polizia municipale scelto dal leghista Massimo Bitonci quando era sindaco di Padova. All’ormai ex comandante dei vigili è stato consegnato l’avviso di garanzia, circostanza tenuta a lungo sotto stretto riserbo. Le indagini viaggiano su due binari ben distinti, quello penale da un lato, quello contabile dall’altro. Lo scorso mese di novembre i carabinieri sono tornati nel palazzo di via Gozzi per nuove acquisizioni. E non è finita.

La gestione delle multe. Sotto la lente degli inquirenti è finita un’operazione poco chiara, contestata dall’allora opposizione del Pd e segnalata all’Autorità anti-corruzione dal deputato Alessando Naccarato: è un incarico, datato 31 luglio 2015, da 381 mila euro per la «gestione globale dei procedimenti sanzionatori del codice della strada», affidato alla società padovana Megasp, in associazione con la Gefil e Telerete. Un affidamento fatto senza un bando pubblico, sulla base di una gara vinta nel 2012 che aveva però un oggetto diverso: si trattava della gestione delle sanzioni amministrative e non quelle del codice della strada. È legittima la decisione di estendere il servizio? Non era necessario bandire una nuova gara? Sono queste le domande che hanno portato anche alla segnalazione in procura. Nel frattempo lo stesso affidamento è stato prorogato per tre volte: l’ultima dall’attuale amministrazione fino a febbraio 2018 con un’ulteriore spesa di 1,5 milioni. Lo scorso 22 dicembre è stata pubblicata la nuova gara, con scadenza il 13 febbraio 2018.

Affidamenti sotto-soglia. In più al setaccio ci sono anche le 261 “determine” della polizia locale firmate tra il 2015 e il 2016. Di queste solo 26 sono sopra i 40 mila euro, mentre le restanti 235 sono tutte sotto la soglia che obbliga alla gara. In pratica quasi un milione e mezzo “distribuiti” con assegnazioni dirette.

Una vicenda che diede origine anche alla crisi di maggioranza che determinò la caduta

della giunta Bitonci nel novembre 2016. Prima le critiche e la “cacciata” dell’ex assessore alla Mobilità Stefano Grigoletto, e poi le decisive dimissioni, con un passaggio in procura, dell’ex assessore alla sicurezza Maurizio Saia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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