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Accoglienza profughi, il Tar dà ragione a Edeco: “Ribassi non giustificati»

Accolto il ricorso contro l’assegnazione dell’hub di San Siro a Badia Grande. La Prefettura deve rivalutare le offerte

BAGNOLI DI SOPRA. Tutto da rifare, o quasi, per il rinnovo della gestione del centro di accoglienza per migranti a San Siro di Bagnoli. Il Tar del Veneto ha accolto il ricorso presentato dalla cooperativa Edeco contro l’assegnazione della gestione alla coop siciliana Badia Grande, all’esito del bando che si è concluso lo scorso aprile.

Edeco, che oltre all’hub di San Siro gestisce anche quello di Conetta nel Veneziano, era arrivata solo quarta nella classifica finale stilata dalla commissione di gara. A rilevare nelle valutazioni della commissione, presieduta dal Prefetto vicario Pasquale Aversa, il notevole ribasso sull’offerta economica proposto da Badia Grande, che sfiorava il 28 per cento sul prezzo di partenza, portando di fatto il costo pro die pro capite a 23,32 euro. Edeco offriva 31,90 euro.

In effetti fu la stessa commissione in prima istanza a ritenere anomale le offerte delle prime tre classificate - oltre a Badia Grande anche Tre Fontane-Senis Hospes e Azione sociale Cooperativa sociale, rispettivamente seconda e terza classificata - e chiedere quindi delle giustificazioni. A seguito dell’ulteriore documentazione presentata la commissione ritenne quindi valide le offerte.

Badia Grande, tuttavia, non ha mai messo piede nel centro di accoglienza di San Siro. La sua gestione, che doveva iniziare tra maggio e giugno, di fatto non è mai partita. E questo proprio perché Edeco ha presentato ricorso contro l’esito del bando e per essersi vista negare l’accesso agli atti di gara. Il Tar ha quindi accolto la richiesta di sospensiva cosicché Edeco ha continuato in regime di prorogatio la gestione dell’hub. E continuerà ancora.

Il Tribunale amministrativo ha infatti accolto il ricorso della cooperativa presieduta da Sara Felpati e in cui gioca un ruolo chiave il marito Simone Borile, noto per le vicende giudiziarie che lo coinvolgono legate alla sua gestione della società per i rifiuti Padova Tre srl fallita con un rosso milionario.

In particolare il Tar concorda con le eccezioni di Edeco laddove ritiene “fondate e meritevoli di accoglimento le censure di difetto di motivazione e di istruttoria del giudizio di anomalia”.

E ancora “Dalla documentazione risulta che le controinteressate non hanno allegato documentazione idonea a giustificare il considerevole ribasso offerto con riferimento alle economie ritraibili dalle soluzioni tecniche prescelte o dalle considerazioni eccezionalmente favorevoli di cui affermano disporre per prestare i servizi proposti e l’Amministrazione (la commissione della Prefettura, ndr) si è limitata a una acritica presa d’atto delle dichiarazioni, resa senza svolgere alcun approfondimento istruttorio che sarebbe invece stato necessario”.

I giudici amministrativi rilevano anche “manifeste carenze nelle giustificazioni” presentate da badia Grande. Da qui la sentenza: la commissione dovrà eseguire un esame approfondito “sulla serietà, sostenibilità

e affidabilità delle offerte anomale e delle giustificazioni proposte, procedendo eventualmente all’esclusione di quelle che risultino verosimilmente non realizzabili secondo gli standard qualitativi richiesti”. La stagione di Edeco è tutt’altro che finita.


 

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