Quotidiani locali

Gli “angeli” del 112, salvate 7 vite

Nel 2017 la centrale dell’Arma ha risposto a 300 mila richieste di soccorso

Oltre 300 mila richieste di soccorso in 12 mesi, pari a 800 telefonate di media ogni giorno, più di 30 ogni ora. Anche per i carabinieri in servizio nella centrale operativa del 112 del Comando provinciale di Padova è stato un anno intenso di lavoro. E anche di grandi risultati. Lo raccontano, soprattutto, le sette vite salvate in extremis grazie alla preparazione degli operatori e dei colleghi inviati sul posto. Il 29 marzo è successo a Villafranca Padovana dove i militari di pattuglia inviati dal 112 hanno sfondato la porta d’ingresso di un’abitazione salvando un quarantaduenne che si era tagliato le vene. Un disoccupato di 50 anni che aveva telefonato al 112 minacciando di uccidersi ha accolto i militari inviati nella sua abitazione a Este con un lungo coltello da cucina in mano. I carabinieri sono riusciti a calmarlo e disarmarlo. Un mese più tardi a Camposampiero gli uomini dell’Arma hanno salvato un 57enne che, seduto sul davanzale di una finestra al terzo piano, minacciava di buttarsi. Pochi secondi e si sarebbe tolto la vita il 43 enne di Vigodarzere che il 15 settembre ha tentato di impiccarsi: quando i carabinieri sono arrivati sul posto, gli hanno sfilato il cappio dal collo. Il 28 ottobre un cinquantenne è stato portato in salvo dai carabinieri di Abano che non hanno esitato a entrare nella casa avvolta dalle fiamme che avevano colto l’inquilino nel sonno. Era riuscito a chiamare il 112 ma il panico gli impediva di muoversi. È ancora vivo un trentenne di Villanova di Camposampiero, convinto a desistere dall’intento di impiccarsi: aveva tentato di appendersi a una sciarpa dal balcone. A inizio dicembre un cinquantenne è stato estratto ancora vivo dall’abitacolo dell’auto che aveva già saturato di monossido. Soccorsi in extremis, vite salvate. E il risultato è frutto, ogni volta, della perfetta sinergia fra gli operatori del 112 e i colleghi di pattuglia: gli uni a capire la situazione, “pesare” il rischio, calcolare i margini di intervento; gli altri a intervenire sul posto e relazionarsi con le persone, nelle più disparate situazioni. Perché al 112 di telefonate ne arrivano di tutti i tipi: anziani soli che cercano qualcuno con cui parlare, donne picchiate e impaurite, gente che si trova i ladri in casa, commercianti rapinati, automobilisti coinvolti in incidenti. Ma anche chi vuole denunciare i vicini per la musica troppo alta o un cane che abbaia. Come vengono gestiti i casi? «Prima di tutto si valuta l’evento» spiega l’appuntato scelto Cristiano Capuzzo, da 13 anni in forza alla centrale 112 di Padova, «per capire se debba essere gestito direttamente o girato alle centrali delle Compagnie di riferimento. Poi si deve capire se vanno coinvolti altri operatori, Suem o vigili del fuoco. L’importante in caso di soccorso a persone, è tenerle al telefono, cercare di capire come stanno, tranquillizzarle fino all’arrivo della pattuglia, suggerire comportamenti che ne garantiscano la sicurezza. Bisogna essere calmi e allo stesso tempo reattivi, pronti a cogliere ogni sfumatura anche dalle poche parole in cui può esaurirsi la comunicazione». E non è sempre facile: «Ricordo un caso in
cui ha chiamato un uomo, biascicava le parole come un ubriaco, sembrava uno scherzo. Abbiamo mandato pattuglia e Suem sul posto, localizzandolo con il gps: era un camionista straniero colto da un grave malore». E anche lui deve la vita agli “angeli” del 112.

Elena Livieri

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon