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Dal fiume affiora il cadavere dell’uomo sparito da un mese

Il 53enne di origine serba abitava a Villa del Conte e si era allontanato in bici  È annegato nel Brenta, il corpo senza vita avvistato da due giovani pescatori

CURTAROLO. Era scomparso da oltre un mese, il suo corpo è stato trovato nelle acque del Brenta da due giovanissimi pescatori la vigilia di Natale. Epilogo tragico per la vicenda di Dragisa Stojanovic, 53 anni: originario della Serbia, viveva a Villa del Conte. Il 18 novembre l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce e i familiari avevano lanciato un disperato appello per ritrovarlo. Del suo caso si è occupata anche la trasmissione di Raitre “Chi l’ha visto?”

Stojanovic era partito quel sabato mattina con la sua mountain bike rossa e grigia, senza più ritornare; indossava una giacca verde scuro con le maniche bianche, pantaloni verde scuro a righe nere e un paio di scarpe da ginnastica blu. Con sè non aveva né il telefono cellulare né i documenti, e non si era più fatto sentire, neanche un sms: dettagli angoscianti, che fin da subito avevano fatto pensare al peggio, sebbene rimanesse una pur esile speranza di ritrovarlo.

Ma anche quella fiammella si è spenta a poche ore dal Natale. Nel pomeriggio di domenica, un diciannovenne di Vigodarzere e un diciottenne di Cadoneghe erano intenti a pescare lungo il fiume Brenta, nel territorio di Pieve di Curtarolo. Tutto stava procedendo tranquillamente quando hanno visto una massa affiorare gradualmente dall’acqua.

In pochi istanti, la coppia di amici si è resa conto che si trattava del corpo senza vita di un uomo. Dopo alcuni momenti di comprensibile terrore, i giovanissimi hanno lanciato l’allarme chiedendo l’intervento dei carabinieri. Sul posto si sono precipitati gli uomini dell’Arma dalla caserma di Piazzola sul Brenta, coordinati dal luogotenente Pietro Ligorio. Subito dopo si sono attivate le procedure per il riconoscimento ed è emerso che si trattava proprio del cinquantatreenne scomparso ormai da oltre un mese.

Secondo gli accertamenti effettuati dei militari, la vittima sarebbe annegata. La salma è stata riportata a riva dai vigili del fuoco di Padova, che l’hanno messa a disposizione dei familiari: a questi ultimi non è rimasto che il doloroso rito
del riconoscimento finale. Ora la salma della vittima si trova all’Istituto di Medicina legale di Padova a disposizione dell’autorità giudiziaria, che valuterà gli approfondimenti necessari prima di dare il via libera alla sepoltura e all’ultimo addio.

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