Quotidiani locali

Padova tra le dieci università dove si pagano le tasse più alte

Dossier dell’Udu tra luci e ombre: l’aumento è stato “solo” del 20 per cento negli ultimi dieci anni Colpa anche dei contributi statali altalenanti. Oggi dallo Stato arrivano circa 300 milioni di euro

Tasse universitarie più care di 500 euro Da Udine a Trieste, da Padova a Ferrara, da Milano a Roma, da Pavia a Modena, da Pisa a Lecce: ecco quanto sono aumentate le imposte universitarie negli ultimi dieci anni. Fonte: dossier dell'Unione degli universitari (video a cura di Tecla Biancolatte)

PADOVA. C’è chi ha un reddito talmente basso da risultare esonerato dal pagamento, e chi invece arriva a versare anche tremila euro l’anno. Facendo la media, ognuno dei 60 mila studenti dell’università di Padova sborsa, per l’iscrizione, 1.547 euro l’anno. Il 20% in più rispetto a dieci anni fa, quando la media era di 1.282 euro l’anno (265 in meno). Tra i corsi più cari (perché le tasse variano anche in base al corso) c’è da sempre Medicina, mentre i meno dispendiosi sono per lo più nell’area umanistica. I dati sono dell’Unione degli Universitari (Udu), che ha recentemente pubblicato un dossier sull’andamento della tassazione nelle università italiane.

Dall’indagine, che mette a confronto la spesa da dieci anni ad oggi, risulta che nei soli atenei statali il gettito complessivo della contribuzione è passato da circa 1 miliardo e 200 milioni a 1 miliardo e 600 milioni: 400 milioni in più, spillati agli studenti per bilanciare la progressiva diminuzione dei finanziamenti statali. Gli atenei più colpiti sono quelli del sud (+90%), mentre nel centro-Italia la situazione è migliore (+56%), e va ancora un po’ meglio al nord, che segna un “contenuto” +43%. Padova, con solo il 20% in più, sembrerebbe comunque una delle più virtuose.

«Ma non è esattamente così», segnala Enrico Mazzo, coordinatore provinciale di Studenti per – Udu di Padova, «visto che il nostro ateneo risulta comunque fra i dieci più cari d’Italia». Ma questo non solo per colpa dell’università: «Il finanziamento universitario ha due voci principali», spiega ancora Mazzo, «da un lato c’è il fondo di finanziamento ordinario, dall’altro i contributi studenteschi. Purtroppo queste due voci sono complementari: lo Stato ne riduce una, gli atenei aumentano l’altra. A Padova, in realtà, la contribuzione è altalenante: ci sono stati momenti in cui la media era un po’ più bassa, ma questo si deve solo a un allargamento delle fasce deboli.

Se tra gli iscritti ci sono più studenti meno abbienti, gli introiti scendono. Attualmente dallo Stato arrivano circa 300 milioni, dagli studenti altri 90. Ma è una concezione sbagliata: chiediamo sia allo Stato di investire, sia all’università di attingere altrove. E di facilitare i redditi medi: oggi l’ultima fascia Isee, a Padova, arriva a 60 mila euro, che pensandoci non è poi tanto, per una famiglia». Le richieste dell’Udu saranno ribadite in piazza il 17 novembre, quando l’associazione si muoverà con una mobilitazione nazionale. Buone notizie, intanto, arrivano da Unipd per le borse di studio: quest’anno l’università ha registrato un avanzo di bilancio di 2, 4 milioni, che saranno investiti per il pagamento immediato delle borse.
 

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista