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Kalashnikov nascosto nel tombino e Porsche bruciata, scatta l’allarme

Il fucile mitragliatore è stato trovato con le munizioni a Campodarsego, l’auto invece a Padova. I carabinieri sono sulle tracce di una banda specializzata in assalti violenti

PADOVA. Un kalashnikov nascosto dentro un tombino e una Porsche Cayenne bruciata in mezzo alla campagna. Due ritrovamenti nello stesso giorno, anche se a diversi chilometri di distanza, fanno salire l’allerta su un possibile ritorno delle rapine. Quelle violente con passamontagna e armi lunghe, nei supermercati all’orario di chiusura, nelle gioiellerie o ai furgoni portavalori.

A Campodarsego, in zona artigianale, alcuni operai del Comune stavano eseguendo i lavori di pulitura dei tombini. Sollevando il coperchio in ghisa di uno di questi si sono trovati davanti l’arma micidiale da sempre sinonimo di criminali con il “pedigree”. Kalashnikov e relative munizioni sono stati sequestrati dai carabinieri, a cui ora spetta il compito di trovare una pista da seguire. Qualche ora più tardi, nel cuore della notte, altro fatto che lascia più di qualche punto di domanda. In via Pozzoveggiani, area di campagna nella periferia cittadina, i vigili del fuoco vengono chiamati a spegnere l’incendio di un’auto. Quell’auto è una Porsche Cayenne rubata e abbandonata. Una volta spente le fiamme i carabinieri scoprono che resta ben poco di quel bolide su quattro ruote. Per risalire al numero di telaio e quindi al proprietario, bisognerà affidarsi alle placche dell’albero motore perché tutto il resto è stato divorato dal fuoco. Un’arma letale e un bolide, i presagi non sono per niente buoni.

Anche la malavita ha il suo calendario immaginario e novembre è il mese in cui solitamente ricominciano a farsi vive le bande di rapinatori. Fa buio prima, scendono le prime nebbie. E quindi supermercati, centri commerciali e gioiellerie diventano obiettivi ideali per chi vive di questo.

Il kalashnikov ritrovato dai carabinieri
Il kalashnikov ritrovato dai carabinieri


Da anni ormai le rapine di questo tipo sono una prerogativa di bande che vengono, colpiscono e spariscono. Dal punto di vista degli armamenti il kalashnikov è quasi una firma. Chi lo imbraccia è pronto a fare fuoco. Si tratta di un fucile d’assalto micidiale che non si inceppa mai e che caratterizza i gruppi criminali più spregiudicati. Per quel che riguarda la Porsche Cayenne, la scelta denota una certa spavalderia nella scelta dell’auto da usare per l’eventuale fuga. Questo riporta la memoria all’anno scorso, quando l’Audi gialla guidata da una banda di albanesi ha seminato il terrore nel Nordest, sfidando tutte le pattuglie tra Padova, Venezia e Trieste.

«L’arma potrebbe essere stata nascosta prima e l’auto rubata in seguito», ragiona un investigatore che prova a mettere in collegamento i due eventi. «Una vettura del genere la bruci se temi di avere alle calcagna le forze dell’ordine».Il problema ora è individuare questa banda e soprattutto capire quali sono i suoi obiettivi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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