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Muore dopo 3 giorni per “stress da incidente”

Era finito in bicicletta contro un’Opel Corsa guidata da un 21enne che stava uscendo dal cancello di casa

BOVOLENTA. Era finito in bicicletta contro un’Opel Corsa guidata da un 21enne che, a passo d’uomo, stava uscendo dal cancello di casa lungo via Risorgimento a Bovolenta. Ma la visibilità era scarsa a causa di una serie di automobili parcheggiate sul ciglio della strada, dall’una e dall’altra parte rispetto al passo carraio.

Era il 6 dicembre 2015: solo una frattura delle ossa nasali per il ciclista (Giacomo Fabian, 78 anni di Terrassa Padovana) che, l’indomani, era stato dimesso dall’ospedale ...

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BOVOLENTA. Era finito in bicicletta contro un’Opel Corsa guidata da un 21enne che, a passo d’uomo, stava uscendo dal cancello di casa lungo via Risorgimento a Bovolenta. Ma la visibilità era scarsa a causa di una serie di automobili parcheggiate sul ciglio della strada, dall’una e dall’altra parte rispetto al passo carraio.

Era il 6 dicembre 2015: solo una frattura delle ossa nasali per il ciclista (Giacomo Fabian, 78 anni di Terrassa Padovana) che, l’indomani, era stato dimesso dall’ospedale di Piove. Il 9 dicembre un improvviso malore in casa per un dolore toracico acuto: era stata subito chiamata l’ambulanza ma inutilmente. Il pensionato, cardiopatico, era morto per infarto durante il trasporto all’ospedale di Schiavonia.

Ora il ragazzo 21enne alla guida della Opel rischia il processo per omicidio colposo: il pm Francesco Tonon ha chiesto il rinvio a giudizio. Il motivo?

La procura aveva aperto un’inchiesta e il consulente medico legale del pm (la dottoressa Barbara Bonvicini) ha concluso che l’incidente sarebbe stato una concausa della morte di Fabian in quanto stimolo stressante destinato a compromettere una situazione cardiaca già grave.

Dunque lo shock cardiogeno mortale, nel ciclista affetto da una patologia cardiaca, sarebbe ricollegabile all’incidente. Una tesi per nulla condivisa dal consulente della difesa, il dottor Gaetano Quaranta, che ha escluso il rapporto causale tra l’impatto e la morte del ciclista: l’incidente potrebbe aver generato uno stress destinato a esaurirsi nell’arco di 24 ore. Di più: il consulente delle Assicurazioni Generali citata come responsabile civile (il dottor Forgeschi di Firenze) ha ipotizzato negligenze nell’operato dei medici piovesi che avrebbero dovuto monitorare meglio la situazione del ciclista anche allungando il periodo di osservazione. Il gup Margherita Brunello non si è pronunciata sul rinvio a giudizio, disponendo una perizia: incarico a un esperto di sua fiducia il 22 novembre.