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Mattia sarà sepolto accanto al fratellino

A Giarre il funerale del bambino di 7 anni stroncato da una malattia genetica degenerativa

ABANO TERME. Sarà sepolto, nella mattinata di oggi, accanto al fratellino Alessandro, Mattia Chiarito, il bambino di sette anni, di Giarre, spirato mercoledì mattina a causa di una malattia genetica degenerativa. Malattia che, nel 2013, aveva stroncato anche il suo fratellino, all’età di sei anni. La scelta di mamma Sara e papà Michele è stata di disporre a terra la salma del figlio nel cimitero di Abano, accanto alla tomba dove dal 2013 giace il corpo del piccolo Alessandro, creando così una sorta di legame indissolubile tra i due figli.

Si attendono centinaia e centinaia di persone stamani, alle 11, alla chiesa della parrocchia “Cuore Immacolato di Maria” di Giarre per l’ultimo saluto a Mattia. Saranno presenti le maestre della scuola per l’infanzia Mago Merlino di Monterosso e i tanti amici di Giarre, quartiere dove la famiglia risiede da otto anni.

In prima fila, piegati dal dolore, ci saranno i genitori, Sara e Michele. Proprio il papà ha voluto rimanere vicino al figlio negli ultimi mesi. Da marzo Michele Chiarito ha chiesto di rimanere in aspettativa, per assistere il piccolo Mattia in quelli che sarebbero stati gli ultimi mesi della sua vita. L’attaccamento del padre a Mattia, al quale ha trasmesso anche la passione per il calcio e in particolare per la Juventus, viene raccontato da chiunque venga avvicinato per ricordare la figura del bambino. A celebrare le esequie del bimbo sarà il parroco di Giarre, don Odilio Longhin «Ricordo quando Mattia veniva a messa con i genitori», racconta il parroco. «Aveva una vitalità incredibile, non riusciva a stare fermo. Vagava per la chiesa e voleva spegnere le candele. Faceva una grande tenerezza. La famiglia è molto nota in paese«, prosegue don Odilio. «Da otto anni si è trasferita da San Lorenzo a Giarre e in poco tempo ha saputo farsi amare da tutti. Mattia conquistava con il suo sorriso e la sua simpatia».

Il parroco è stato tra i primi ad essere contatto mercoledì mattina dalla famiglia. «Alle 7 del mattino ho saputo della triste notizia. Sapevo che Mattia era ricoverato all’Hospice Pediatrico di Padova. Sono sempre stato vicino alla famiglia e in questi giorni sono andato a trovare i genitori per portare una parola di conforto. Sarà una cerimonia funebre molto semplice.

L’abitazione di via dei Castagni, dove Mattia risiedeva, è intanto avvolta in una sorta
di silenzio surreale. Alla porta d’ingresso della palazzina i genitori hanno attaccato l’epigrafe del figlio, stroncato da una malattia rara, alla quale i medici non sono ancora riusciti a dare un nome, che attacca man mano tutti gli organi vitali, dal cervello, al cuore. (f. fr.)

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