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L’Arcobaleno cinese diventato padovano: «Questa è casa mia»

Il ristorante Shanghai compie 30 anni, la titolare si confida: «La qualità paga, molti prodotti sono italiani. E Zanonato...»

PADOVA. Trent’anni di passione per la cucina e la qualità, ma anche trent’anni di amore per Padova e i padovani. Il “matrimonio” tra il ristorante cinese Shanghai di via Marsala e la città del Santo non ha mai avuto crisi. Qualche cambiamento, una cucina che si è avvicinata a un gusto più europeo e che compra la maggior parte delle materie prime in Italia, ma soprattutto una coppia che si è innamorata di Padova tanto da dichiarare: «Ci sentiamo padovani».

Padova, il primo ristorante cinese della città festeggia i suoi 30 anni Padova, il primo ristorante cinese della città festeggia i suoi 30 anni. Il buongiorno mattino di Leandro Barsotti

Arcobaleno, la titolare, è arrivata in città da Trieste nel 1987 e in quell’anno ha aperto il ristorante con il marito Paolo: «Ero a Trieste», ricorda, «lavoravo con i miei genitori, quando degli amici ci hanno parlato di Padova come una città di giovani, aperta e piena di vita. Siamo venuti e abbiamo rischiato, provato ad aprire un ristorante che, invece, ci ha dato tanta fortuna. Molto lo dobbiamo agli studenti che si sono da subito fidati di noi; poi sono arrivati i padovani. Da parte nostra abbiamo accolto e seguito i consigli che di volta in volta ci davano le persone, giungendo ad un menù più salutare: tanta frutta e verdura, piatti vegetariani, farine integrali».

Che al palato si traduce in una cucina più sofisticata rispetto al ristorante cinese a prezzo fisso. Il resto l’ha fatto la selezione delle materie prime: «Non è stato facile», continua la proprietaria, «a volte abbiamo fatto fatica, “pagando” per virus e influenze, dalla Sars ai gamberi malati. Non c’entravamo nulla ma venivamo comunque penalizzati. Dalla Cina importiamo la birra e la grappa, gli spaghetti di soia e quelli di riso, salsa di soia e il bambù; ma carne e pesce, frutta e verdura sono rigorosamente italiani».

Hanno tenuto duro affidandosi al paradigma qualità-servizio-prezzo: «Se fai bene non devi avere ansie, prima o dopo il temporale passerà». Oggi sono un modello, di ristorazione e di integrazione: «Ho due figli maschi», confida Arcobaleno, «sono nati e si sono laureati in Ingegneria a Padova. Uno lavora a Limena, l’altro sta facendo il dottorato a Shanghai, ma entrambi come prima lingua parlano l’italiano. Io sono nata a Hangazhou, ma è Padova la mia seconda casa ed è questo che vogliamo festeggiare con tutti i padovani domenica».

In trent’anni Arcobaleno ha conosciuto anche più di un sindaco, ma nel suo cuore resta Flavio Zanonato: «Con lui è nato un feeling speciale, nominò mio marito consigliere della commissione stranieri ed è un nostro amico. Ma proprio ieri mi è arrivata una lettera di auguri dall’attuale sindaco Sergio Giordani, che spero di conoscere presto».


 

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