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Addio a Morinni, vigile a Monselice

Ucciso da una malattia, era agente dal 1988. Sabato il funerale

MONSELICE. Un professionista attento alle esigenze di tutti, un dipendente modello, un cittadino aperto a ogni tipo di volontariato. Era questo e molto altro Primo Paolo Morinni, 57 anni, dal 1988 vigile nel corpo di polizia comunale di Monselice. L’agente, che ricopriva l’incarico di istruttore, è mancato nell’ospedale di Schiavonia al termine di una lunga malattia, scoperta ormai nove anni fa. Era assente dal lavoro da due mesi ma, anche alla vigilia della morte, aveva sempre affermato con forza la volontà di ritornare in attività. Negli ultimi anni aveva dovuto combattere con un tumore all’esofago e alla gola e con un’ischemia: nonostante la possibilità di mettere da parte il lavoro, Morinni non aveva mai fatto mancare la sua presenza in comando. Anche durante il periodo di malattia, le sue visite ai colleghi erano frequenti. Assunto nel febbraio del 1988 nella municipale di Monselice, si è non a caso distinto per la sua alta professionalità e le sue doti di umiltà e alto senso del servizio per la comunità, tanto da meritare la nomina a Cavaliere della Repubblica nel giugno 2015.

Morinni ha da sempre prestato servizio anche nella Protezione civile ed era molto attivo pure nell’Avis. L’attaccamento alla comunità era testimoniato anche da quel prezioso lavoro che Morinni aveva donato a Monselice: nel 2007, di sua spontanea iniziativa, aveva dipinto un murale sulla parete della vecchia fornace al di là del canale, dedicato ai principali monumenti della città della Rocca e alla Giostra. «Tutti i dipendenti comunali e l’amministrazione comunale hanno potuto apprezzare il silenzioso ma proficuo lavoro di Morinni, che con la sua scomparsa lascia un profondo vuoto» è il messaggio che arriva dal sindaco Francesco Lunghi.

Primo Morinni lascia la moglie Alessandra e la figlia Camilla. L’addio all’agente verrà dato domani alle 15 nella
chiesa parrocchiale del Redentore. Questa sera, alle 19.15, nella stessa chiesa verrà recitato un rosario in suo suffragio. La famiglia, che ha acconsentito alla donazione delle cornee, chiede che al posto dei fiori eventuali offerte siano destinate all’Avis di Monselice. (n. c.)

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