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Profughi dai vicini finisce nei guai perché non li vuole

BOVOLENTA. Non voleva profughi vicino a casa. Così, più con le cattive che con le buone, avrebbe cercato di “convincere” la proprietaria dell’abitazione accanto alla sua (un medico) a evitare di...

BOVOLENTA. Non voleva profughi vicino a casa. Così, più con le cattive che con le buone, avrebbe cercato di “convincere” la proprietaria dell’abitazione accanto alla sua (un medico) a evitare di trasformare l’immobile in una casa aperta alla cosiddetta “accoglienza diffusa”. Ma lei lo ha denunciato spaventata da quegli attacchi e lui – Giuliano Casotto, 64enne di Bovolenta – è finito a processo (difeso dall’avvocato Giorgio Zecchin), accusato di tentata violenza privata. Processo che vuole evitare.

Così davanti al giudice padovano Antonella Salvagno ha chiesto di patteggiare con la sospensione condizionale della pena. Una corsa a ostacoli: il vice-procuratore onorario Federica Riente ha chiesto un rinvio dell’udienza per verificare che l’imputato non abbia precedenti penali perché solo nel caso di un casellario giudiziario “pulito” può essere sospesa la sanzione.

E allora si tornerà in aula il 24 ottobre. Casotto voleva che la vicina rinunciasse di affidare a una cooperativa la vecchia villa del padre in grado di ospitare una trentina di profughi.
Il 15 luglio 2015 si era presentato nell’abitazione della signora e, davanti a suo marito, l’aveva minacciata: se avesse osato ospitare «negroni» in casa, le avrebbe «gonfiato gli occhi di botte andando a prenderla perfino a Merano se non l’avesse trovata a Bovolenta». (cri.gen.)

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