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Mediocredito Fvg, tutti i nomi delle aziende venete fallite

Sono 26 le società finite nella black list della Finanza di Udine che indaga su bancarotte a catena  Una morìa nella quale potrebbero risultare complici alcuni dipendenti della banca regionale friulana

UDINE. Sono per oltre la metà venete le aziende che, pur avendo nel tempo attinto ai forzieri di Mediocredito Fvg, sono state dichiarate fallite nell’arco degli ultimi otto anni e fanno ora parte della black list compilata dalla Guardia di finanza di Udine, nell’ambito di un’inchiesta finalizzata a fare luce su un sospetto fenomeno di bancarotte a catena. Una morìa di cui potrebbero risultare complici alcuni dipendenti della banca regionale, più volte bacchettata dagli ispettori di Bankitalia per «imprudenza» e «scarso approfondimento» nell’attività istruttoria propedeutica alla concessione dei crediti.

Delle 49 “sorvegliate speciali”, 20 avevano sede in Friuli Venezia Giulia, 26 in Veneto e tre in altre regioni italiane. Tutte più o meno decotte, in tesi accusatoria, già nel momento in cui chiesero e ottennero prestiti da Mediocredito, e tutte naufragate poi, chi con i cantieri edili lasciati a metà e chi con i magazzini e i frigoriferi senza più merce e alimenti. I relativi faldoni sono stati sequestrati dai militari del Nucleo di polizia tributaria, al comando del tenente colonnello Davide Cardia, nel corso delle perquisizioni cominciate il 27 settembre scorso nella sede di via Aquileia 1, dove lo stesso istituto di credito ha ritenuto di mettere a disposizione degli investigatori un locale per agevolarne il lavoro anche nei giorni successivi. L’attenzione della Procura, infatti, non si ferma a quel primo indice di imprese - alcune delle quali, peraltro, già al centro di scandali e procedimenti esplosi dopo il crac -, ma è rivolta anche a un elenco di ulteriori 99 ditte, non meno in difficoltà economica e sul cui destino (eventuali procedure fallimentari) sono tutt’ora in corso gli accertamenti delle Fiamme gialle.

Solo alla fine di questa prima tornata di verifiche, il pm Paola De Franceschi, titolare del fascicolo che al momento ipotizza i reati di concorso in bancarotta semplice e mendacio bancario a carico di ignoti, deciderà se e chi iscrivere sul registro degli indagati.

Pescando proprio tra i legali rappresentanti ed eventuali intermediari delle società finite sotto la lente e del personale della banca che ne curò le pratiche. In cima all’elenco, per voluminosità degli incartamenti, il Consorzio per lo sviluppo industriale della zona Aussa Corno, di San Giorgio di Nogaro, che da Mediocredito aveva ricevuto somme per complessivi 27,5 milioni di euro. Tra i nomi friulani, spicca quello della Fintec di Udine, società creata da Fingestim per realizzare un centro commerciale a Fiume Veneto e amministrata dall’immobiliarista veneto Gianni Moro. A meno che non si tratti di un caso di omonimia, sarebbe proprio la Fintec una delle tre aziende che Francesco Mio, a sua volta nella black list con l’immobiliare di Fossalta di Portogruaro fallita l’anno scorso, annotò nel bilancio 2008-09 del Portogruaro Summaga, di cui era presidente, per una sponsorizzazione di un milione di euro finita sotto inchiesta.

Tornando in Friuli, a balzare all’occhio sono le non meno discusse uscite di scena di Acop di Pasiano, Angelo Romani di San Vito al Tagliamento, Formenti seleco di Pordenone, Residence punta spin di Grado e Luci costruzioni di Trieste.

Arcinoti anche molti dei casi che hanno visto le risorse di Mediocredito imboccare la strada del Veneto. Come quello di Net Padova, del costruttore Mauro Bertani, della Lorenzon techmec system di Noventa di Piave, della Leiballi carni di San Fior, e di Conegliano iniziative immobiliari. Nel mirino, anche Legnoflex di Oderzo, le vicentine Bella Zoilo, Fima cosma silos e Conceria fratelli Bettega e Priante, Aeroterminal Venezia, Adria di Mira, Zooveneta carni di Cittadella, Salumificio del Montello, Residences happy senior di Verona, Palazzo veneto di Villanova del Ghebbo, Jesolo trade, Immobiliare via Torino 180 di Portogruaro, Iman pack di Schio,
Il castello di naturavera di Castelnovo Bariano, le trevigiane Zaccariotto Mario, Metallurgica Alberto, Fairwind electronics, Erretiesse, Conte due, Edil di Bellini Pietro, di Cologna Veneta e Agenzia per la trasformazione territoriale in Veneto.

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