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Indennizzo milionario ai familiari della docente uccisa in tangenziale

La donna di Abano accusata di omicidio stradale ieri in tribunale per la nuova udienza del processo che ora proseguirà senza la presenza della parte civile: i parenti della vittima sono già stati liquidati

ABANO TERME. Liquidata con un risarcimento milionario. E la parte civile, che aveva reclamato un milione e 800 mila euro, è spontaneamente uscita dal processo. Una grana in meno per Sara Paccagnella, 52enne residente ad Abano in via Calle Pace (difesa dall'avvocato Marilena Bertocco), accusata della morte di Paola Rosa Tanga, 59 anni di Limena, avvenuta il 25 giugno 2016 lungo la bretella della tangenziale che porta verso Abano. Ieri davanti al tribunale di Padova nuova udienza. E nessuna parte civile: oltre alla famiglia della vittima (assistita dall’avvocato Massimo Salasnich), è stata revocata anche la costituzione dell’Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, tutelata dall’avvocato Augusto Baldassari di Forlì) che chiedeva pure un ristoro per sostenere le proprie campagne sulla sicurezza stradale. Poi il rinvio dell’udienza all’8 novembre quando saranno sentiti i consulenti della procura. I giudici hanno acquisito il fascicolo della pubblica accusa che ha ricostruito la dinamica dell’incidente addossando ogni responsabilità dell’accaduto a Sara Paccagnella, finita agli arresti domiciliari. Ora la misura cautelare è stata alleggerita nell’obbligo di dimora. L’accusa contestata è di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza e dall'uso del telefonino, un reato che (con le aggravanti) può costare fino a 12 anni di carcere.

Il tasso alcolemico rilevato nella guidatrice, infatti, era di 2,1 grammi di alcol per litro di sangue (il limite è di 0.50). Tuttavia l'alcolemia sarebbe stata molto più alta al momento dell'impatto, mentre Paccagnella era stata sottoposta all’esame del sangue almeno due ore più tardi. «Ero tornata a casa da Pordenone. E, per festeggiare l'uscita da una malattia di mio marito, abbiamo bevuto due spritz. Poi mi sono messa in macchina» aveva raccontato la donna. Una versione ritenuta non credibile. Quel giorno, al volante della sua Bmw cabrio, Paccagnella stava giocando con un'applicazione del cellulare nell'istante dell'impatto mortale con la Lancia Y condotta dalla sfortunata maestra, centrata in pieno mentre stava recandosi al matrimonio di un’amica nella cittadina Termale. Scontro frontale: la Bmw è sbandata, oltrepassando la doppia linea continua, poi si è schiantata contro la piccola utilitaria. Illesa la Paccagnella;
nulla da fare per la Tanga imprigionata tra le lamiere accartocciate.

Ora la giustizia è affidata al processo, il primo a Padova (e uno dei primi in Italia) celebrato in base alle norme introdotte della legge 41 del 23 marzo 2016 che ha previsto il reato di omicidio stradale.

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