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a processo per appropriazione indebita 

Furto di ghiaia, tre alla sbarra

Nei guai un cavatore di Piombino e uno di Camposampiero

PIOMBINO DESE. Si è aperto il processo a carico di Luca Muraro, 47 anni di Piombino Dese, di Germano Ceccato, 50 anni, titolare dell’omonima ditta di autotrasporti di Resana, e di Domenico Telve, 60 anni di Camposampiero. L’udienza è però stata immediatamente rinviata a causa dell’incompatibilità del giudice Umberto Donà, che si era già occupato della vicenda in fase di indagini preliminari. Il procedimento è stato innescato da una querela dall’amministratore della Telve Rigo di Francesco Bonsembiante contro Ceccato per furto di ghiaia dalla cava di Vedelago nel dicembre 2010. Accusa che poi è stata inquadrata nel reato di appropriazione indebita.

In altre parole, secondo la Procura, Ceccato, in concorso con un dipendente della Telve Rigo, Muraro, si sarebbe appropriato indebitamente di ghiaia per un valore di 39.000 euro. Per far quadrare i conti, poi, i due avrebbero redatto, in concorso, falsi documenti di consegna e di trasporto del materiale ai danni della ditta di Vedelago. Nelle maglie dell'inchiesta è finito anche il legale rappresentante della Telve Rigo, Domenico Telve, accusato di aver emesso fatture per operazioni inesistenti di ghiaia a favore dell'autotrasportatore di Resana per un importo di circa mezzo milione di euro.

La difesa di Ceccato ha sottolineato che, già rispetto alla querela iniziale, sporta contro il suo cliente, la vicenda si è ridimensionata. Inizialmente, infatti, la querela per furto di ghiaia quantificava il danno con una cifra ben più elevata dei 39.000 euro contestati nel capo d'imputazione. Il legale dell'imprenditore di Resana è convinto di chiarire la questione, nel corso di un eventuale dibattimento, ridimensionandola ad un normale rapporto di acquisti e di vendite di materiale. A febbraio Germano Ceccato, difeso dall'avvocato Massimo Benozzati, è stato assolto con formula piena dall’accusa di usura. La presunta vittima di questa inchiesta era Francesco Bonsembiante (difeso dall'avvocato Piero Someda), amministratore della Telve Rigo di Camposampiero, impresa con 40 dipendenti e 30 collaboratori, che nel 2013 è piombato nel tunnel dell'usura arrivando a versare (questo era il teorema della pubblica accusa, ora smentito dal giudice) fino a 900 mila euro di interessi a Ceccato. Proprio in tribunale, nel corso
del processo, era emerso che la vittima aveva ricevuto dal Fondo Antiusura 800 mila euro che ora dovrà restituire. Secondo quanto era stato verificato dai finanzieri, Germano Ceccato avrebbe chiesto tassi di interesse che sfioravano il 40%. Poi è arrivata l’assoluzione in tribunale.

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