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Bus, ospedale e smog l’agenda dei 18 sindaci

Oggi il summit: c’è anche un Comune veneziano, Vigonovo

«Confido particolarmente nei risultati positivi che può portare un confronto vero, paritario, continuativo e scevro da pregiudizi tra il Comune di Padova e tutti i comuni contermini della nostra area metropolitana». Ha pesato le parole e scelto con cura gli aggettivi il primo cittadino di Padova Sergio Giordani nella lettera inviata ai 18 sindaci dei centri dell’area metropolitana invitata mercoledì a un tavolo per discutere della “Grande Padova”, la città da mezzo milione di abitanti raccolta in un’unica grande conurbazione urbana tra il Brenta, l’area Termale e la zona dei vivai. Con la novità dell’inserimento di un comune che ufficialmente è in provincia di Venezia, Vigonovo, i cui abitanti però da sempre “gravitano” su Padova.

L’incontro è in programma alle 16 a Palazzo Moroni ma è solo il primo passo di un confronto che dovrà farsi pratica amministrativa. L’ultimo vero gruppo di lavoro comune tra 16 comuni padovani (prima di tre anni di interruzione delle comunicazioni durante l’ex giunta Bitonci) è stato il Pati, il piano di assetto territoriale intercomunale, che ha stabilito il futuro urbanistico dell’area della “Grande Padova” e che adesso andrebbe aggiornato con un’ulteriore riflessione sul nuovo ospedale e le nuove linee di tram. Proprio sanità e trasporto pubblico sono due degli argomenti sul tavolo. Ma non solo: c’è la viabilità, le politiche ambientale e anche la sicurezza tra le priorità fissate dai sindaci.

Il grande tavolo. Attorno al maxi-tavolo, organizzato in sala Bresciani Alvarez, si siederanno oltre a Giordani anche il presidente della Provincia Enoch Soranzo (che è anche sindaco di Selvazzano) e poi: Federico Barbierato (Abano), Filippo Giacinti (Albignasego), Michele Schiavo (Cadoneghe), Giovanni Bettini (Legnaro), Giuseppe Costa (Limena), Alessandro Bisato (Noventa), Enrico Rinuncini (Ponte San Nicolò), Sabrina Doni (Rubano), Walter Stefan (Saonara), Adolfo Zordan (Vigodarzere), Andrea Danieletto (Vigonovo), Stefano Marangon (Vigonza), Luciano Salvò (Villafranca), Marco Valeri Pedron (Mestrino), Nicola De Paoli (Maserà), Elisa Venturini (Casalserugo) e Riccardo Mortandello (Montegrotto).

Obiettivo fissato dalla convocazione è «produrre buone pratiche e sinergie che porteranno senza dubbio benefici a tutte le comunità da noi amministrate». Sinergie è un’altra delle parole chiave: allo studio c’è la possibilità di mettere in comune alcuni servizi per realizzare economie di scala, in un momento in cui i comuni faticano a reperire risorse.

Il comune “veneziano”. Al tavolo padovano è prevista la partecipazione di un elemento sulla carta “alieno”: è il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto. Per due motivi: il suo comune è ufficialmente in provincia di Venezia e poi è l’unico sindaco partecipante del Movimento Cinque Stelle.

Le richieste dei sindaci. «C'è il Pums, piano urbano della mobilità sostenibile con piste ciclabili, corsie preferenziali per i mezzi pubblici e mezzi di trasporto. E poi servirebbe l’inizio di un ragionamento sulla smart city», è Alessandro Bisato, primo cittadino di Noventa, a completare il quadro dei tanti temi da affrontare. «Ognuno di noi tiene alla propria identità, ma su molti temi serve un confronto e quello di mercoledì è un segnale positivo», aggiunge. Positivo è anche l’approccio di Sabrina Doni, sindaco di Rubano: «Era una cosa che abbiamo auspicato in tanti da tanto tempo – commenta – È un bel segnale quello del sindaco Giordani che afferma come Padova non ragiona più da sola ma vuole muoversi in sinergia su un bacino vasto». Certo si tratta di un primo incontro, cui dovrà seguire un lungo lavoro: «Intanto mostriamo che c’è un cambio di passo e che sappiamo lavorare in rete – prosegue Doni – Poi si dettaglieranno i vari ambiti di collaborazione».

«L’aspetto più importante a mio parere è quello della mobilità – sottolinea il primo cittadino di Villafranca Luciano Salvò – I nostri concittadini non concepiscono il confine amministrativo come una separazione netta dei servizi, soprattutto sul trasporto urbano». E poi il tema della sicurezza che era stato affrontato dalla precedente amministrazione: «Villafranca aveva aderito all’accordo sulla “Grande Padova”, dobbiamo riattivarlo per fare sicurezza condivisa: perché non collegare il nostro sistema di videosorveglianza alla centrale operativa di Padova?», conclude Salvò.

Chi ha impostato un cambio di marcia, esattamente come Giordani, è il sindaco di Montegrotto
Riccardo Mortandello: «Ragioni politiche in precedenza hanno indotto alcuni comuni come Abano e Montegrotto a non aderire alla conferenza metropolitana di Padova. Ragioni miopi che con la costruzione dell’Organizzazione di gestione della destinazione, abbiamo già dimenticato».

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