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Via Anelli, garage allagati «Aprire subito un tavolo»

Il problema è tornato a presentarsi dopo le recenti piogge, protesta dei residenti Tarzia: «Criticità non più rinviabile, non c’è più bisogno di avere l’ok dei privati»

Nonostante sia chiuso da ormai dieci anni il complesso Serenissima di via Anelli, alla Stanga, quello che una volta era considerato il Bronx di Padova, continua a creare disagi ai residenti della zona. Sì perché lo stato di abbandono e degrado in cui la struttura di sei palazzine versa dal 2007, è fonte ancora una volta di problemi.

Primo fra tutti l’acquitrino che si è formato con le piogge in tutta l’area sotterranea dei garage, area grande ben 5 mila e 300 metri quadrati per 300 posti auto. «All’interno dei garage si è formato una specie di lago perché le pompe che buttano fuori l’acqua non funzionano più da moltissimo tempo», spiega il consigliere comunale Luigi Tarzia, che è anche vicepresidente del Comitato Stanga. «L’acqua piovana fa fatica a defluire con tutte le conseguenze che una cosa del genere può comportare».

Questo vuol dire, ad esempio, la proliferazione delle zanzare e condizioni non proprio salutarti per chi abita a ridosso delle palazzine. «Dieci giorni fa con il gruppo Giordani abbiamo presentato una mozione su via Anelli dove chiediamo che venga costituito un tavolo istituzionale con la presenza dei rappresentanti dei vari enti. E quindi Comune, Ater, il gruppo dei privati che sono ancora proprietari degli appartamenti del complesso, Comitato Stanga, commercianti e altre associazioni che hanno avuto o hanno a che fare con la zona e il complesso» continua Tarzia. «Bisogna affrontare il problema con urgenza. Non si può aspettare ancora».

Inoltre dal 2016 l’area occupata dal complesso Serenissima da residenziale è diventata area di interesse generale, il che vuol dire che il Comune – spiega ancora Tarzia – , al momento proprietario con l’Ater del 40% degli alloggi del complesso Serenissima, non avrebbe bisogno di possedere una percentuale superiore al 75% per procedere con gli espropri dei restanti appartamenti.

«Il tavolo servirebbe proprio a questo, a riaprire il discorso via Anelli, a vedere se si trova un accordo sensato con i proprietari e in ultima ratio a procedere con l’esproprio» aggiunge Tarzia. A quel punto si potrebbe partire con un progetto di riqualificazione, cercando magari di attingere a fondi europei o nazionali
per un progetto di rigenerazione urbana.

«Come Comitato Stanga non escludiamo alcun tipo di iniziativa per il futuro del complesso Serenissima. Qualunque cosa verrà fatta sarà sicuramente meglio della situazione attuale», conclude Luigi Tarzia.

Alice Ferretti

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