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Lotta serrata ai reati di genere con donne in divisa e incontri

FONTANIVA. La definizione è fredda e asettica: “reati di genere”. È un grande insieme che include però quanto di più odioso può accedere tra le mura domestiche o nell’ambito di una relazione...

FONTANIVA. La definizione è fredda e asettica: “reati di genere”. È un grande insieme che include però quanto di più odioso può accedere tra le mura domestiche o nell’ambito di una relazione sentimentale. C’è lo stalking, ci sono i maltrattamenti in famiglia, le violenze sessuali, gli atti violenti legati alle discriminazioni. Le forze dell’ordine le catalogano così, annotando ogni anno questi tristi numeri. Perché dietro ogni numero c’è una storia ma soprattutto un’esistenza segnata. Purtroppo il trend segna una impennata dei reati nella provincia di Padova. Analizzando l’ultimo quadriennio si scopre che il 2016 è stato l’anno nero dei cosiddetti “reati di genere”: 48 casi di stalking, 79 maltrattamenti in famiglia, 27 violenze sessuali e 7 violenze su minori. E i primi mesi del 2017 lasciano presagire un trend tutto sommato identico. Tuttavia c’è anche un altro risvolto della medaglia, ed è quello che fa ben sperare. Il grande lavoro fatto in questi anni per sensibilizzare tutti al tema ha contribuito ad aumentare in modo esponenziale il numero delle denunce presentate. Dal comando provinciale dei carabinieri di Padova parte un invito forte e chiaro: «Denunciate questi comportamenti». Il colonnello Oreste Liporace ci crede.

Per meglio contrastare questa tipologia di reati, i carabinieri del comando provinciale di Padova, grazie a proficui rapporti di collaborazione con enti di volontariato ed associazioni, hanno tessuto una fitta rete informativa. Hanno attrezzato anche una sala per l’audizione protetta di donne e minori vittime di violenza. Ma ciò che è più importante è la disponibilità di personale appositamente formato per approcciare al meglio le vittime di questo tipo di reati. Importante è la presenza di carabinieri donna che, nella maggior parte dei casi, riescono a essere più persuasive e a mettere a proprio agio le vittime.

Dal comando provinciale di Padova parte un impulso importante anche a portare avanti l’attività nelle scuole, dove con una serie di incontri mirati si cerca di diffondere la cultura del rispetto, oltre
che di ridurre al minimo la distanza tra le potenziali vittime e le forze dell’ordine. Nel corso di questi incontri si sottolinea l’importanza di denunciare le violenze e i soprusi, o anche di segnalare potenziali situazioni di pericolo che riguardano altri.

Enrico Ferro

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