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Transumanza, antico rito che rivive a S. Pietro in Gu

Grande festa in paese per il rientro del bestiame dall’alpeggio sull’Altipiano I “malgari” in cammino per un giorno e una notte scortando 140 bovini 

SAN PIETRO IN GU. Festa della transumanza, il passaggio del bestiame che torna in pianura attrae centinaia di persone, in un misto di gioia e commozione per la connessione con le radici e le tradizioni. Un misto di campanacci che suonano, foto con gli smartphone, sorrisi, bambini eccitati dal passaggio degli animali e anziani con le lacrime agli occhi a rincorrere i ricordi di giovinezza. A guidare gli oltre 100 capi in centro a San Pietro in Gu, per la 15esima edizione della festa, ci sono i fratelli Angelo, Silvano e Roberto Nicolin, che gestiscono la storia azienda agricola di famiglia. «Siamo partiti sabato alle 16.30 dal Monte Corno, da Lusiana», raccontano, «e ci siamo fermati per la notte a Marostica. Prima dell'alba, alle 5, abbiamo ripreso il cammino». Una "passeggiata" di 42 chilometri, dieci ore di cammino, «dopo quattro mesi di alpeggio. Lì in montagna trasformiamo il latte in formaggio e altri derivati, nella malga gestiamo anche un agriturismo, la malga Camporossignolo». Sono 140 gli animali che hanno effettuato il tragitto, compresi tanti vitellini. «Questa è una tradizione che si ripete ogni anno da tre generazioni». Ma intanto il mondo è cambiato, dalle comunità rurali alla società dei servizi, passando per l'industrializzazione e i capannoni al posto delle stalle. «L'agricoltura e l'allevamento sono una sfida, ogni giorno, è tutto molto duro, e ci sono momenti in cui vorremmo mollare tutto», spiegano i Nicolin, «ma poi c'è qualcosa di più forte, ed è la nostra passione, che prende il sopravvento e ci fa andare avanti». La mandria capisce tutto: «A primavera gli animali sentono che stiamo per partire, le mucche sono felicissime, stanno bene in montagna, e intuiscono anche quando è il momento di rientrare». In coda alla mandria c'è Antonietta Ronzan, di San Pietro in Gu, che da una quindicina d'anni ama vivere il momento della transumanza: «Frequento la malga e ogni anno faccio questo percorso. Non è mai uguale, ogni anno succede qualcosa di diverso». Tra il pubblico c'è Albano Toniato, un guadense che fino a una cinquantina di anni fa scendeva con i suoi capi di bestiame da Rubbio a San Pietro in Gu: «Facevamo una tirata unica, senza soste, c'erano solo piccole pause per
abbeverare gli animali». Albano si è commosso: «Amo troppo gli animali». Presenti anche il sindaco Gabriella Bassi, l'assessore regionale Giuseppe Pan e il consigliere regionale Luciano Sandonà.

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