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Pfas, nelle mense scolastiche si cucina con l’acqua in bottiglia

Stop all’uso alimentare dell’acquedotto in tutti gli istituti, come richiesto dalle famiglie di Montagnana 

MONTAGNANA. La promessa è stata mantenuta: da ieri tutte le scuole comunali, di ogni ordine e grado, utilizzano acqua in bottiglia per la cottura dei pasti degli studenti.

Ad annunciarlo è il Comitato Zero Pfas Montagnana, che da quest’estate si batte perché nelle scuole cittadine sia utilizzata esclusivamente acqua a “Pfas zero”: acqua, cioè, non contaminata dai perfluoroalchilici che hanno inquinato le falde del Basso Veneto. In uno degli ultimi incontri il Comune aveva promesso di avviare la fornitura di acqua “pulita” per le mense delle scuole cittadine.

Trissino (Vicenza), la mamma ''No Pfas''. ''I miei cinque figli tutti contaminati'' Giovanna Dal Lago è una mamma di Lonigo, in provincia di Vicenza. Tutti e cinque i suoi figli sono risultati contaminati dal Pfas, una sostanza chimica prodotta dall'azienda Miteni di Trissino che potrebbe causare gravi scompensi cardiaci e metabolici. La correlazione tra Pfas e patologie è allo studio, ma le mamme di Trissino e degli altri comuni inquinati del vicentino non sono rimaste con le mani in mano. Si sono riunite in comitato e chiedono alla politica e ai dirigenti della Miteni di adottare subito misure che scongiurino ulteriori conseguenze sulla salute pubblica. "Se siete veri padri - afferma rivolgendosi ai titolari dell'azienda - fate subito qualcosa. Chiudete la fabbrica, spostatela altrove, dotatevi di un depuratore".di Francesco Gilioli


Promessa mantenuta e confermata ieri dallo stesso ente locale: in nessuna scuola statale montagnanese verrà più adoperata acqua di rubinetto per usi alimentari.

«Garantiremo l’approvvigionamento di 450 litri di acqua ogni giorno, che saranno utilizzati per la cottura dei cibi», confermano dalla giunta comunale, «Già dal 2013, invece, l’appalto per la fornitura di pasti e alimenti prevede che nelle tavole delle mense venga utilizzata acqua in bottiglia come bibita per gli alunni. Su questo fronte, dunque, non abbiamo dovuto compiere altri sforzi».

L’acqua “pulita” è destinata a tutti i plessi dell’istituto comprensivo Chinaglia (anche nella frazione) e al nido comunale.

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L’istituto superiore Jacopo da Montagnana non è invece dotato di mensa. Diversa è invece la questione per le scuole private: quelle parrocchiali, ad esempio, prenderanno provvedimenti autonomi ma già quasi tutte hanno optato per l’acqua in bottiglia finanziata direttamente dalle famiglie.

Stesso discorso vale per l’Educandato San Benedetto, dove è attivo anche un convitto, il cui consiglio di istituto ha bandito l’acqua di rubinetto già all’inizio dell’anno scolastico. Il Comune non ha fornito cifre in merito alla spesa per questo nuovo servizio, che tuttavia non dovrebbe superare i cento euro giornalieri. Non poco in prospettiva.

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L’auspicio è che le promesse del governatore Luca Zaia – che ha annunciato di voler accelerare le procedere e le operazioni per garantire acqua a “Pfas zero” a tutti i Comuni contaminati – vengano mantenute entro l’anno: qualora ci fosse l’esigenza di far proseguire la fornitura di acqua in bottiglia, il Comune provvederà probabilmente a mettere in gara il servizio attraverso un bando ufficiale.

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