Quotidiani locali

Gli anziani danno forfait Volontariato in crisi

«Paghiamo le tasse, mettano un agente», «Troppo gravoso, non me la sento»

STANGHELLA. “AAA nonno vigile cercasi”. L’avviso, per ora solo virtuale, potrebbe comparire presto stampigliato su un cartello in giro per Stanghella. Poco più di quattromila anime nel lembo più a sud della provincia padovana - a separarla dal Polesine solo una manciata di chilometri del comune di Boara Pisani - trafitto dalla Statale 16 dove il continuo transito di mezzi pesanti fa sobbalzare persino le panchine della piazza. Pare essersi smarrito qualcosa a Stanghella. Nemmeno un pensionato si è proposto quest’anno per il servizio di “nonno vigile”, incarico che con tanto orgoglio molti pensionati svolgono praticamente in ogni centro della provincia. E così è toccato allo stesso sindaco Sandro Moscardi, per non lasciare orfani i circa 400 alunni di elementari e medie di un “tutor” per la sicurezza, indossare la pettorina arancione, armandosi di paletta - e buona volontà - per dirigere il traffico all’ingresso e all’uscita dalle lezioni.

Il pomeriggio tiepido dell’ultimo giorno di settembre trascorre nel solito tram tram in paese. Alcuni “nonni” sono seduti nel bar della piazza: «Io mi sono proposto di fare il vigile per i bambini» sbotta uno di questi, «ho anche i miei nipotini che vanno a scuola e abito lì vicino. L’ho fatto sapere al sindaco, ma non mi ha chiamato. Forse fa lui il vigile solo per mettersi in mostra». «Mi dispiace ma a me di fare il nonno vigile non interessa, sono vecchio e ho già abbastanza problemi, non mi manca proprio una responsabilità così grande, non è questione di mancanza di volontà» la versione del vicino. Nel cortile di villa Centanini si affaccia il centro anziani di Stanghella, riserva naturale di pensionati più o meno arzilli. «Il fatto» dice Giulio Drago, 69 anni, impegnato in una partita a carte, «è che si tratta di un impegno gravoso, tutti i giorni mattino e pomeriggio è troppo. Un conto è dare una mano, infatti tutti qui facciamo qualcosa, diverso è un incarico fisso. E poi» chiosa facendo volare un asso di bastoni sul tavolo, «paghiamo le tasse, possibile che se c’è bisogno di un vigile non lo possa garantire il Comune?». Lo sfidante della “briscola”, Luciano Meggiorin, rincara: «Io ho 73 anni e una moglie che ha bisogno di assistenza. Se ho qualche mezz’ora libera vengo qui al centro, altrimenti ho già il mio bell’impegno ogni giorno». La presidente del centro anziani è Adriana Bottaro che a 52 anni ha scelto di dedicare un po’ del suo tempo ai “vecchi” del paese: «Non mi stupisce che ci si sia trovati senza nonni vigile» ammette, «qui gli anziani ci sono, ma sono molto avanti con gli anni. Anche per gestire questo centro ci siamo fatti avanti noi più giovani: degli anziani è giusto prendersi cura. In ogni caso stiamo raccogliendo alcuni nomi di persone che potrebbero essere interessate ad assumere l’incarico, vedremo se si potrà trovare una soluzione».

L’idea che si sia smarrito, a Stanghella, il senso della solidarietà sopraffatto dall’individualismo, non trova spazio: «Come ci sono persone che si dedicano agli altri qui» rivendica Adriana Bottaro, «ce ne sono in parrocchia e in altre associazioni attive in paese. Non credo proprio
che manchino volontà e voglia di dedicarsi al volontariato, a volte si tratta solo di trovare la formula giusta. Credo che in collaborazione con il Comune anche questa vicenda si potrà risolvere». Intanto, per facilitare l’impresa, si “caldeggia” la candidatura a vigile anche delle nonne.

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