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Due maschi padroni finiscono in carcere

Un 46enne di Abano dà fuoco a casa di un’amica. Un 50enne marocchino perseguita la moglie perché vive all’occidentale

ABANO TERME. I carabinieri del Nucleo radiomobile di Abano Terme hanno portato in carcere, nei giorni scorsi, un 46enne italiano senza fissa dimora e con precedenti penali e un 50enne di origini marocchine, entrambi con l’accusa di comportamenti violenti (maltrattamenti, percosse e minacce) rispettivamente nei confronti dell’amica e della moglie. I due gravi episodi sono successi nel capoluogo termale e nel comune di Conselve.

Il 46enne di Abano Terme è stato arrestato in fragranza del reato di danneggiamento seguito da incendio. L’uomo, che alcuni mesi fa aveva intrapreso un’affettuosa amicizia con una signora di 49 anni del posto, da un po’di tempo era diventato irascibile e violento tanto che, dopo un breve periodo di convivenza, la donna aveva iniziato a temere il peggio e aveva deciso di allontanarlo. Una settimana fa, però, si era presentato nel cortile dell’abitazione e, al diniego dell’amica di farlo entrare, senza pensarci troppo aveva preso dei giornali e dei cartoni e aveva appiccato il fuoco al portoncino d’ingresso con l’intento di intimorire la vittima. Le fiamme avevano fatto scoppiare la vetrata e si erano propagate all’arredamento dell’ingresso. La signora, che si trovava dentro casa con l’alloggio ormai invaso dal fumo, per il terrore si è messa ad urlare per quanto stava succedendo, ha chiamato la centrale operativa dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Quando i militari dell’Arma sono arrivati sul posto l’aggressore era ancora nei paraggi convinto di poter entrare. I carabinieri lo hanno arrestato e la vittima è stata trasportata in stato di shock al pronto soccorso della Casa di cura di Abano per accertamenti. È stata dimessa alcune ore dopo per fortuna senza ulteriori conseguenze.

Protagonista del secondo episodio di violenza, un operaio di origine marocchine, residente nel Conselvano, che mal sopportava il modo di vivere all’occidentale e il desiderio di integrarsi della moglie, di 7 anni più giovane. La donna, dopo aver sopportato per un lungo tempo le minacce del marito, nei giorni scorsi ha deciso di denunciarlo perché continuamente vittima, con i suoi figli minori, di vessazioni e di aggressioni fisiche. Per toglierselo di torno ed evitare conseguenze più serie, aveva anche scelto di andare a vivere dalla figlia più grande, che è maggiorenne. Ed è proprio nell’abitazione della figlia che il marito persecutore giovedì sera si è presentato con pesanti minacce tanto che la vittima impaurita ha chiesto aiuto ai carabinieri. I militari dell’Arma della stazione di Battaglia Terme giunti sul posto lo hanno bloccato mettendolo nelle condizioni di non nuocere ulteriormente.
Come nell’episodio di Abano, l’intervento delle forze dell’ordine sollecitato dalle vittime ha impedito che le violenze sfociassero in qualcosa di peggio. I due arrestati sono stati rinchiusi entrambi nella Casa Circondariale di Padova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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