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Un cogeneratore all’asta, “come nuovo”

Il 24 ottobre verrà messo in vendita il patrimonio dell’ex Attiva-Cosecon: i prezzi sono di realizzo

CONSELVE. Un patrimonio di oltre 14 milioni di euro tra lottizzazioni e uffici, oltre ad un palazzo settecentesco e ad una grande centrale di cogenerazione “come nuova”, perché mai entrata in funzione dopo il collaudo. Sono una parte dei beni dell’ex Attiva –Cosecon finiti all’asta dopo il fallimento di quattro anni fa, quando gli amministratori della Spa alzarono bandiera bianca dopo anni di scandali e debiti per oltre 100 milioni. Da allora i curatori fallimentari stanno cercando di coprire almeno parte delle perdite vendendo i beni accumulati negli anni dall’ex consorzio per lo sviluppo del Conselvano, diventato a metà degli anni Novanta la potente Cosecon che, per un decennio, ha intercettato finanziamenti pubblici, costruito zone industriali, ristrutturato aree dismesse e intrapreso avventure rischiose come il business dei rifiuti. Ora quel che resta del ricco patrimonio viene messo sul mercato a prezzi di saldo. È il caso degli uffici, costruiti con la ristrutturazione dell’ex Zuccherificio Montesi a Cagnola di Cartura, che il 24 ottobre finiranno all’asta nello studio padovano del curatore Michele Antonucci. Il complesso industriale era stato ristrutturato per due terzi nel 2005, con la costruzione di una trentina di uffici nelle unità chiamate “Zefiro” e “Mythra”. I prezzi di base sono nettamente inferiori alle stime, così potrebbero bastare anche 20 mila euro per aggiudicarsi un open space intorno agli 80-90 metri quadrati, oppure fra i 30 e i 40 mila euro per soluzioni con metrature più ampie. Per uno degli uffici più grandi, 133 metri quadrati disposti su due livelli, terzo piano e soppalco, viene proposto un prezzo base di 42 mila euro, con un’offerta minima di 38 mila. C’è anche un bar, ovviamente chiuso, all’asta per 49 mila euro. È in vendita per 107 mila euro anche la parte non più ristrutturata, ciò che resta dello Zuccherificio degli anni Trenta, un rudere di poco più di 3 mila metri quadrati. Allo stesso prezzo viene proposto anche un lotto edificabile di 3. 364 metri a pochi metri di distanza. Per le aste deserte ci sarà la vendita senza incanto il 13 dicembre, con prezzi ancora più bassi. Assai più impegnativa, e non solo per il prezzo, l’asta del famigerato cogeneratore ad olio vegetale in zona industriale a Conselve. Un impianto da 15 mila metri quadrati pronto per entrare in funzione con un grosso motore navale in grado di produrre energia elettrica e calore dal combustibile vegetale. Costato intorno ai 10 milioni di euro, in parte finanziato con fondi regionali ed europei, dopo il collaudo alla fine del 2008 l’impianto non è mai entrato in funzione e sono falliti anche tutti i tentativi di affittarlo o venderlo. Ora approda all’asta con un valore di stima di 5 milioni 134 mila euro e un’offerta minima di partenza di 3 milioni 985 mila euro, che scenderà a 3 milioni tondi all’eventuale secondo tentativo di dicembre. Per il Palazzetto Widmann, monumento nazionale di Bagnoli, diventato il simbolo del tracollo di Attiva–Cosecon, c’è una mobilitazione generale per scongiurare che passi in mani private. Anche Vittorio Sgarbi ha perorato la causa. L’offerta minima è di 1 milione 125 mila euro che scenderà ad 843 mila euro in caso di vendita con incanto. Non mancano i terreni edificabili, fra cui
l’ampia area a destinazione residenziale e commerciale da 46 mila metri quadrati alle porte di Albignasego, tra via Torino e via Milano, all’asta per 2 milioni 120 mila euro, oppure alcuni lotti più piccoli a Stanghella, vicino al casello autostradale.

Nicola Stievano

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