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Casa ai profughi? Dillo al sindaco sennò rischi 15 mila euro di multa

Carceri, ordinanza di Businaro impone d’informare preventivamente l’amministrazione comunale I proprietari degli immobili locati devono comunicare il numero degli ospiti e il loro stato di salute

CARCERI. Vuoi mettere a disposizione un tuo immobile per l’accoglienza dei profughi? Prima devi comunicarlo agli uffici comunali, altrimenti rischi una sanzione che va dai 2.500 ai 15.000 euro. È quanto prevede l’ordinanza firmata l’altro ieri da Tiberio Businaro, sindaco di Carceri, che risponde a suon di leggi e regolamenti all’accoglienza diffusa professata dal prefetto di Padova. L’ordinanza sindacale contingibile e urgente è la numero 16 del Comune di Carceri (dove al momento non sono ospitati profughi) e, in qualche modo, legittima il ruolo dell’ente nella sottoscrizione dei contratti tra privato e Prefettura in merito all’accoglienza di richiedenti asilo.

Il presupposto da cui parte Businaro è questo: l’arrivo di profughi in paese, e soprattutto in comuni con basso numero di abitanti, ha inevitabilmente ricadute sulle amministrazioni in termini di igiene, sanità, ordine pubblico, sicurezza, assistenza sanitaria e sociale e rappresenta di fatto un’emergenza. L’articolo 54 del Testo unico degli Enti locali prevede che il sindaco, in quanto ufficiale di Governo, possa adottare provvedimenti contingibili e urgenti e misure “extra ordinem” non previste dalla legge, con lo scopo di reprimere e prevenire pericoli che minaccino l’incolumità pubblicata, anche se il pericolo si determina entro gli ambiti di una proprietà privata. Da qui la possibilità di firmare ordinanze che in qualche modo fungano da prevenzione alla nascita di problematiche. Quella firmata da Businaro impone ai proprietari di immobili siti nel comune di comunicare preventivamente all’amministrazione locale la sottoscrizione di contratti di locazione, comodato o concessione con soggetti impegnati nell’ospitalità di richiedenti asilo. La comunicazione deve inoltre essere formalizzata via posta elettronica certificata, corredata dalla conformità degli impianti dell’immobile scelto per l’ospitalità e da una relazione che indichi la durata del rapporto e il numero di profughi da accogliere. Ordina inoltre che la partecipazione ad un bando di accoglienza venga comunicata agli uffici comunali entro 48 ore, e che entro tale arco di tempo sia comunicata anche l’eventuale uscita dalla graduatoria di questi bandi. Impone, infine, al privato di aggiornare ogni 15 giorni il Comune sul numero di ospiti e sullo stato di salute degli stessi. La necessità di garanzie igienico-sanitarie è proprio il cuore dell’ordinanza di Businaro, che richiede un preavviso a privato, cooperative e Prefettura per poter sottoporre l’immobile, destinato all’accoglienza, ad opportune verifiche. La violazione dell’ordinanza non è indolore:
il sindaco ha previsto sanzioni che vanno dai 2. 500 ai 15. 000 euro per ogni violazione commessa. L’ordinanza è già in vigore, anche se non è escluso che il documento venga “bocciato” dal controllo della Prefettura. Businaro è pronto al braccio di ferro.

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