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casale di scodosia 

Trovato con tre galline sgozzate

Il ladro rischia 22 mesi di carcere: è accusato anche di crudeltà 

CASALE DI SCODOSIA. Ruba tre galline e le sgozza, beccato finisce sotto processo, per giunta con l’aggravante della crudeltà. Lui si difende dicendo che quei tre polli appena ammazzati glieli avevano lasciati i ladri in fuga, assieme “all’arma del delitto”. Una versione ritenuta poco credibile, tanto che per lui il pubblico ministero ha chiesto la condanna a un anno e 10 mesi. Protagonista della vicenda è un cittadino marocchino di Casale di Scodosia, accusato del furto di tre galline da un pollaio del paese di proprietà di un anziano, nel frattempo deceduto. La razzia era avvenuta l’1 febbraio 2015. Quella sera il marocchino era stato trovato davanti a un bar del paese con tre galline sanguinanti in mano e un coltello in tasca. Da ciò la doppia accusa di furto aggravato e porto ingiustificato di armi. Si è difeso dicendo che i ladri di galline, tallonati dai carabinieri, gli avevano mollato il bottino ancora caldo e il coltello ed erano scappati, lasciandolo a farfugliare scuse agli inseguitori. Mercoledì scorso il pm Andrea Bergo, in Tribunale a Rovigo, ha chiesto per lui la condanna a un anno e 4 mesi per il furto, oltre a 6 mesi per il possesso del coltello. Incuriosisce anche l’aggravante sottolineata dall’accusa, ossia il modo cruento usato per uccidere le galline: lo sgozzamento. La difesa ha puntato sull’inopportunità di contestare una aggravante per
la crudeltà dell’uccisione, dal momento che due sono i metodi tradizionali per ammazzare i polli: tirare loro il collo o tagliarglielo. Per farlo, i legali difensori hanno presentato al giudice anche un “manuale tecnico” che spiega come devono essere soppresse le galline. (n.c.)

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