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Doping, Trolese fa il bis condannato a due anni

Carmignano di Brenta: ha venduto farmaci e ormoni a un ciclista amatoriale Nel 2003 era stato arrestato per lo stesso reato e aveva patteggiato 16 mesi

CARMIGNANO DI BRENTA. È arrivata un’altra condanna per Alberto Trolese, 49enne di Carmignano di Brenta, nome noto nel giro del ciclismo come in quello della compravendita di sostanze dopanti.

Ieri la sentenza del gup padovano Mariella Fino: 2 anni e mille euro di multa senza la sospensione condizionale (l’imputato aveva già una condanna per lo stesso reato pur estinta per decorso dei termini) al termine di un giudizio abbreviato che, per legge, prevede lo sconto di un terzo. Il pm Benedetto Roberti aveva chiesto 3 anni e 4 mesi. Trolese (difeso dal penalista Riccardo Benvegnù) si è presentato in aula, anche se non ha fatto dichiarazioni. Secondo il giudice la responsabilità penale è stata provata per il reato di cessione di sostanze dopanti in particolare gonadotropina corionica noto come ormone della crescita, fentermina, prednisone, prednisolone e somatropina; di ricettazione in quanto deteneva farmaci provenienti da canali illeciti (farmaci che possono essere a disposizione solo di farmacie e ospedali oppure sono vendibili in base a una prescrizione medica obbligatoria) e 15 ricette “rosse” non compilate frutto di un furto avvenuto il 21 luglio 2012 nell’ambulatorio di un medico a Bolzano Vicentino; di falso (aveva un timbro taroccato che riproduceva il nominativo di un veterinario); infine di tentata induzione a non rendere dichiarazioni all'autorità giudiziaria.

Le cessioni di prodotti dopanti (in origine la contestazione era quella più grave di commercio) è avvenuta fra l’autunno 2014 e il maggio 2015. Il destinatario? Francesco Savogin, 31enne di Vescovana, ciclista amatoriale: all’epoca dei fatti è tesserato Ucsi con la società Asd Club Due Torri di Rovigo e viene sottoposto al test antidoping dopo la gara “Trofeo ciclistico piovese 2014” svolta a Brugine il 28 settembre 2014. Nel suo organismo risultano ben quattro tipi di ormoni vietati perché alterano le prestazioni agonistiche: gonadotropina corionica, fentermina, prednisone. Ovvero ormoni utilizzati di regola per riequilibrare i quantitativi di testosterone somministrati e dribblare eventuali test anti-doping.
Savogin parla. E fa il nome di Trolese. Anzi, racconta pure che quest’ultimo lo ha avvicinato in occasione di una gara per convincerlo a ritrattare. Nel 2003 Alberto Trolese era stato arrestato in un’altra inchiesta sul doping nel ciclismo amatoriale e aveva patteggiato un anno e 4 mesi.

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