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La migrante è stata violentata

Dopo il caso di Bagnoli le cooperative aumentano l’impegno contro la tratta

BAGNOLI. «La ragazza nigeriana di 19 anni aggredita a Olmo venerdì notte è stata dimessa dall’ospedale di Schiavonia con una diagnosi di violenza sessuale e fisica. È molto provata, soprattutto psicologicamente, tanto che non ha ancora trovato il coraggio di sporgere denuncia alle autorità competenti». Così il Consorzio Veneto Insieme, costituito lo scorso giugno da 13 cooperative impegnate nell’accoglienza dei migranti. Fra queste c’è Progetto Now, che ha in gestione l’appartamento nella Casa del Buon Samaritano a Olmo, occupato da sei giovani richiedenti asilo nigeriane. Una delle ospiti è stata trovata la notte fra venerdì e sabato ferita e spogliata dalla cintola in giù, sul selciato del parcheggio fra la chiesa e la casa che la ospita. Mentre le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Abano cercheranno di fare piena luce su quanto accaduto quella sera, le cooperative impegnate nell’accoglienza delle migranti chiedono l’intervento della Prefettura di Padova, attraverso uno specifico coordinamento provinciale all’interno della commissione immigrazione, affinché ci si occupi più nello specifico proprio di casi di violenza e di sfruttamento delle donne. «Ci dispiace tantissimo per la giovane» dichiara il presidente della Cooperativa Progetto Now Luca Galante «e stiamo cercando di aiutarla in tutti i modi. Da tempo la cooperativa è impegnata in prima persona proprio in progetto anti-violenza sulla donne a Chioggia». Va anche detto che ci sono delle regole da rispettare, come l’obbligo di rientrare entro le 24. Pertanto la ragazza, come previsto dal regolamento, è stata segnalata alla Prefettura per non aver rispettato l’orario.

Intanto la cooperativa sta collaborando con le autorità e incontrerà presto anche il sindaco di Bagnoli Roberto Milan per concordare una strategia operativa comune di fronte a casi del genere o a fenomeni criminali, come quello della tratta. «Alle spalle della cooperativa però esiste il sistema del nostro Consorzio» dichiara Paolo Tosato, referente con la Prefettura per il Consorzio Veneto Insieme «strumento per dirimere e governare alcune problematiche e concordare assieme le modalità operative, in sinergia con gli enti locali, la Prefettura e le forze dell’ordine. Non a caso su questa specifica vicenda Progetto Now sta collaborando e facendosi aiutare da un’altra cooperativa consorziata più addentro alle questioni violenza e tratta. Il caso di Bagnoli ci fa ribadire ancora una volta l’importanza di una strategia comune con gli enti locali sull’immigrazione. La nostra idea e richiesta
è la creazione di un vero e proprio coordinamento provinciale all’interno della commissione prefettizia preposta all’immigrazione. In ogni caso ora e sempre chi deve essere tutelato sono le donne, non solo le richiedenti asilo che sono ospitate nel nostro territorio». (n. s.)

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