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L’ombra di un giro di prostituzione dietro l’aggressione della migrante

La diciannovenne rifugiata, scaricata da un’auto ferita e seminuda, ora sta meglio ma è ancora sotto choc Sos del sindaco di Bagnoli a Confcooperative: «Da mesi 40 eritree sono alloggiate nell’hub con 700 maschi»  

BAGNOLI. Ha bisogno di tranquillità e di serenità la nigeriana diciannovenne vittima della violenta aggressione avvenuta in piazza a Olmo, nella notte tra venerdì e sabato. È tornata fra le cinque connazionali con cui divide l’appartamento della Casa del Buon Samaritano accanto alla chiesa della frazione. È ancora molto provata e in questi giorni gli operatori della Cooperativa Progetto Now di Conselve, che segue il piccolo gruppo di migranti, hanno preferito non sommergerla di interrogativi e lasciarla riacquistare una certa serenità in modo da poter raccontare più in là quanto le è successo quella sera. In questi giorni le è stato affiancato anche un mediatore culturale.

La giovane era stata trovata in stato di choc, dopo l’una di notte, sul selciato del parcheggio accanto alla chiesa di Olmo, con escoriazioni e ferite ai piedi e alle gambe, denudata dalla cintola in giù. Non si sa di preciso cosa possa essere successo venerdì sera, quando ha scelto di allontanarsi dal centro prima di cena, né chi abbia incontrato. Alcuni testimoni hanno visto un furgone chiaro allontanarsi dalla piazza con un uomo a bordo.

I carabinieri della compagnia di Abano stanno vagliando tutte le ipotesi. La ragazza potrebbe essere stata coinvolta in un giro di sfruttamento della prostituzione e poi punita perché si rifiutava, oppure potrebbe essere stata malmenata da un cliente che poi l’ha scaricata. Ma sono solamente due supposizioni. Intanto tra Bagnoli e Tribano cresce la preoccupazione e si rincorrono le voci di un giro di prostituzione che coinvolge proprio le migranti, costrette a vendersi dai loro stessi connazionali. «Dobbiamo tenere presente che queste ragazze sono vittime che attirano gli interessi della malavita organizzata». afferma il sindaco di Bagnoli Roberto Milan, «pronta a ridurle in schiavitù approfittando del loro stato di necessità. È per questo che, nei prossimi giorni, intendo incontrare i responsabili della cooperativa insieme ai vertici di Confcooperative, perché non possiamo permettere che queste situazioni si moltiplichino. Già abbiamo registrato negli ultimi mesi diversi problemi di ordine pubblico legati alla massiccia presenza di migranti. Le donne poi si trovano in una condizione ancor più difficile. Pensiamo alle 40 giovani eritree, insieme a cinque bambini, da oltre tre mesi alloggiate nell’ex base di San Siro, insieme a quasi 700 maschi». Da Tribano Massimo Cavazzana, consigliere
di opposizione, si dice pronto a «tornare in piazza per manifestare la nostra voglia di rispetto e di sicurezza. Intanto abbiamo raccolto e girato alle forze dell’ordine le segnalazioni dei nostri cittadini, nella speranza di fare prevenzione».

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