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Prete a luci rosse, ultimi conti all’esame delle Fiamme Gialle

Inchiesta su don Andrea Contin ormai verso la chiusura. Manca solo il rapporto della Finanza sulla contabilità del centro diurno Casetta Michelino fondato dal sacerdote che rischia le “dimissioni”

PADOVA. Manca l’ultimo rapporto della Guardia di finanza. Poi il cerchio è chiuso, almeno secondo la procura della Repubblica pronta a mettere la parole fine all’inchiesta su don Andrea Contin, alla guida fino al dicembre dell’anno scorso della parrocchia di San Lazzaro. La parrocchia dello scandalo a luci rosse. Gli accertamenti sono in mano ai carabinieri, tuttavia il procuratore capo Matteo Stuccilli e il pm Roberto Piccione, che coordinano l’indagine, hanno delegato alle Fiamme gialle – che hanno specifiche competenze in materia – l’esame della contabilità del centro diurno Casetta Michelino, attivo a Pontevigodarzere e fondato dal prete originario di Busiago di Campo San Martino.

All’analisi dei finanzieri anche 5 conti correnti riconducibili a don Andrea attraverso i quali il prete gestiva danaro. Il centro era amministrato di fatto da lui come un’azienda privata, nonostante la presenza di un responsabile, e grazie alle sue buone conoscenze nel mondo politico aveva ottenuto convenzioni da Regione e Comune, come pure contributi attraverso il Fondo sociale europeo e fidi dalla banche. Il problema è capire se i soldi di Casetta Michelino (ora gestita dal consiglio direttivo guidato da Ruggero Manzato) siano stati spesi per le finalità previste dalla onlus o siano finiti altrove, ovviamente durante la gestione dell’ex parroco. Appena 1.050 euro al mese lo stipendio mensile di don Contin. E allora come faceva a reggere un tenore di vita piuttosto sostenuto, tanto da non rinunciare a vacanze e fine settimana con l’amante di turno in hotel di lusso e a cene in ristoranti di prim’ordine, mentre nelle ore di libertà viaggiava in Jaguar?

Attualmente don Andrea è indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione. L’indagine è stata avviata dopo la denuncia presentata in procura da una 49enne ex amante del prete (una delle tante), delusa dalla relazione con don Andrea che le avrebbe imposto (secondo la sua versione) incontri sessuali di gruppo (pure con don Andrea Cavazzana, ex parroco a Carbonara di Rovolon), minacciando di divulgare sue foto particolari in rete se si fosse sottratta. E, ancora, l’avrebbe costretta a subire violenze fisiche e psicologiche, cedendola ad altri partner attraverso annunci online. Il 21 dicembre la perquisizione in canonica e la scoperta della cosiddetta “stanza dei giochi”, un locale attrezzato con catene da bondage appese alle pareti, falli in plastica sistemati in ordine di grandezza, una videocamera, un vibratore e una serie di dvd contenenti filmini pornografici casalinghi e intitolati con i nomi dei Papi. Lo scorso febbraio Don Contin, che

ha ammesso la relazione con 5 donne, è stato sospeso dal vescovo, mentre la Congregazione del Clero sulla base degli atti della Diocesi (la relazione vescovile non è favorevole al prete) dovrà pronunciarsi sulla dimissione dallo stato clericale (o riduzione allo stato laicale).
 

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