Quotidiani locali

Picchiò l’autista del bus condannato a sette mesi

Dovrà anche risarcire con 8mila euro il dipendente Actv, un 52enne di Brugine aggredito solo perché suonò il clacson chiedendo di spostare un furgone

BRUGINE. Condanna a tre mesi per interruzione di pubblico servizio e a quattro mesi per lesioni volontarie. Più 8 mila euro di risarcimento danni all’autista Actv aggredito. Questa la sentenza nel processo contro M.S. , 44enne di Spinea accusato di aver aggredito e picchiato, mandandolo in ospedale con lesioni gravi, un autista Actv, “reo” solo di aver suonato il clacson per invitarlo a spostare il furgone che ostruiva il passaggio del bus della linea 6 Spinea-Venezia.

«Vedremo se riuscirò ad ottenere il risarcimento che il giudice ha stabilito, ma si tratta di un passo avanti importante, che riconosce la gravità del fatto di cui sono rimasto vittima e che continuo a rivivere. Ogni volta che passo per Marghera con l’autobus il ricordo di quella terribile serata riaffiora puntualmente e fa male», racconta la vittima, Marzio Menorello, 52 anni, di Brugine.

L’autista, il 20 agosto 2013, si trovava con il bus della linea 6 in via Paleocapa a Marghera. Suonò il clacson per far spostare un furgone e il proprietario del mezzo, che era in un bar, uscì non per scusarsi, ma per prendere a pugni la portiera dell’autobus. Poi, non contento, seguì il bus fino a piazzale Roma per aggredire infine l’autista, cogliendolo alle spalle e sferrandogli un violento pugno alla nuca.

Mercoledì scorso davanti al giudice monocratico Silvia Bello, la condanna per l’uomo di Spinea, già gravato da precedenti penali e difeso dall’avvocato Antonio Bonsangue.

Ad annunciare la sentenza lo studio di avvocati 3A che ha tutelato l’autista di Actv. Un episodio, quello del 2013, a cui ne sono seguiti tanti altri: aggressioni, schiaffi, offese ad autisti e verificatori dell’azienda di trasporto. Il Cral Actv ha dovuto siglare una convenzione ad hoc con lo studio 3A di Mestre, per un patrocinio a tutti i dipendenti coinvolti in simili episodi.

«Sono molto soddisfatto di questa prima sentenza, che per noi fa giurisprudenza. Purtroppo abbiamo a che fare con un crescente disagio per i tanti episodi che vedono i nostri dipendenti aggrediti e insultati», commenta il direttore generale del gruppo Avm, Giovanni Seno. «Questa sentenza garantisce giustizia e rappresenta un monito per chi pensa di poter usare la violenza. In altri casi, come i vandalismi, abbiamo ottenuto delle sentenze e anche per le truffe dei finti bigliettai il procedimento sta andando avanti (tre rinvii a giudizio e un rito abbreviato, ndr).
La gente deve capire che chi lavora nel settore pubblico non è un servo e va rispettato. E che i beni pubblici non vanno distrutti. Per questo mi auguro che Procura e forze dell’ordine continuino a perseguire questi comportamenti violenti», conclude Seno.

Mitia Chiarin

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics