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San Pietro in Gu, aggredisce la sindaca e il capufficio tecnico

Amministratrice e architetto bloccano un abuso edilizio, lui fa il finimondo: se si avvicina ancora al municipio sarà arrestato

SAN PIETRO IN GU. Dopo essersi presentato in municipio con la roncola da boscaiolo alcuni anni fa, il 15 settembre scorso è tornato all’ufficio tecnico scagliando una sedia contro l’architetto e tentando di aggredire il sindaco del paese. Tanto è bastato per spingere il pubblico ministero Roberto Piccione a chiedere la misura cautelare - firmata dal giudice Mariella Fino - del divieto di avvicinamento al municipio e all’abitazione dell’architetto comunale, più volte minacciato da Umberto Grapeggia, 58 anni, residente in paese.

L’uomo, per questioni legate all’eredità aveva realizzato delle fondamenta per nuova costruzione che non ha mai visto la luce. Ma comunque effettuare quei lavori è stato un abuso edilizio che il Comune aveva accertato. Una questione spinosa che l’uomo non viveva serenamente. Innumerevoli le sue “visite” in municipio, che non sempre finivano in modo amichevole. A partire dalla fine del 2013 e fino al 27 febbraio del 2015, Grapeggia si è recato almeno tre volte in municipio a San Pietro in Gu con l’obiettivo di minacciare il personale dell'ufficio tecnico, “colpevole” - ovviamente a suo dire, di avergli contestato alcuni abusi edilizi, con le relative sanzioni pecuniarie. Nel corso di questi anni, l'arrestato avrebbe continuato a minacciare telefonicamente le sue vittime.

Il primo incontro risale al lontano 10 dicembre 2013: in quell'occasione Grapeggia, dopo un diverbio piuttosto acceso con due tecnici comunali, avrebbe afferrato una palo in ferro, lungo due metri, sbattendolo con violenza sul tavolo. Il secondo episodio risale invece al 27 gennaio 2015. In quel caso l’uomo si sarebbe presentato in municipio armato di una roncola di 38 centimetri, che teneva nascosta sotto il cappotto.

A seguito di quel fatto, il giudice dispose nei suoi confronti il divieto di avvicinarsi al Comune e alle abitazioni dei due tecnici presi di mira. Incurante delle prescrizioni dell'autorità giudiziaria tornò in azione - nuovamente munito di roncola - a fine febbraio 2015, mettendo in fuga i tecnici e seminando

il panico tra i presenti. Finì quindi in carcere. Ma non è servito, visto che il 15 settembre scorso è tornato facendo quel che ha fatto. Ieri è stato eseguito, su ordine del Comune, l’abbattimento del manufatto in via Amendola. Se lui torna in municipio, finirà in cella.
 

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