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Palio della vergogna Scarparo accusa «Colpa del mossiere»

L’allevatore rigetta la squalifica a vita: «Ero lì da spettatore» E contesta la direzione di gara che ha fatto salire la tensione

MONTAGNANA. È caduto dalle nuvole Franco Scarparo, macellaio di Saletto e titolare della scuderia sanzionata con una squalifica a vita dal Palio dei 10 Comuni. Scarparo e la sua scuderia sono stati oggetto della vibrante reazione del consiglio direttivo del Palio di Montagnana, che dopo i fatti della gara dello scorso 3 settembre – intrisa di scorrettezze, squalifiche, infortuni e polemiche – ha emesso una lunga serie di punizioni e squalifiche ai danni di fantini, delegati comunali e scuderie. La scuderia di Scarparo ha rimediato un “daspo” a vita dal Palio: colpa dell’atteggiamento antisportivo del suo titolare, che tra le altre cose avrebbe invitato il fantino di Megliadino San Fidenzio a non abbandonare il vallo nonostante la squalifica in finale. «Io non ho incitato nessuno alla violenza» è la difesa di Scarparo «Nei video che ritraggono la scena si sente chiaramente l’audio in cui, semplicemente, invito il fantino di San Fidenzio a rimanere nel vallo ma per fare un giro per tranquillizzare il cavallo, non certamente per ostacolare la gara».

Scarparo svela peraltro uno scenario non noto: «Sì, sono il titolare di una scuderia e da sempre fornisco cavalli ai Comuni del Palio, ma quel giorno ero nel vallo da normale spettatore. Sono entrato pagando il biglietto. Il cavallo è stato fornito a San Fidenzio da Claudio Medri di Cervia. Mi sono avvicinato al canapo solo per sostenere, in quei momenti concitati, i miei amici Tiziano Raffero e Lorenzo Milanello, fantino e responsabile di San Fidenzio (anche quest’ultimo - non Fabrizio Milanello come erroneamente scritto nell’edizione di ieri - è stato oggetto di provvedimento disciplinare). Essendo un normale spettatore, posso essere squalificato? Non credo». Scarparo attende di avere il verbale del consiglio direttivo per opporre ricorso, e rilancia: «La colpa di tutto quello che è accaduto è del mossiere, che si è rivelato incapace di gestire la gara. I cavalli a Montagnana sono entrati in uno stato di stress per colpa del mossiere. Lo stesso cavallo di San Fidenzio, che poi ha azzoppato il fantino di Casale di Scodosia, ha corso domenica scorsa anche a Monselice ed era estremamente tranquillo, forte anche di un ambiente decisamente più rilassato. Il comitato organizzatore pensi a destinare figure competenti a questa gara invece di squalificare in questo modo». La cosa certa è che la scelta di un mossiere professionista, e la maggiore attenzione ai regolamenti di gara, è solo una delle numerose attenzioni che l’anno prossimo dovrà valutare il comitato organizzatore del Palio. L’arrancante edizione di quest’anno ha infatti evidenziato numerosi limiti: tra questi, la distribuzione delle tenzoni su più giorni, che ha comportato eventi quasi deserti prima della due giorni del Palio, e la formula lenta e farraginosa della domenica nel vallo, tra lunghe e noiose letture, una gara terminata ormai al calar del buio, una premiazione inedita in piazza, invece che
nel vallo, che si è rivelata un buco nell’acqua vista l’assenza di pubblico. La linea dura sancita con le squalifiche dei giorni scorsi è sicuramente un forte segno, che testimonia la volontà di rinsaldare la credibilità di questa manifestazione.

Nicola Cesaro



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