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Ex sindaco a processo per bancarotta

Tombolo: società svuotate e “ripulite” per 10 milioni, Angelo Berno insieme a quattro imprenditori sarà giudicato il 9 aprile

TOMBOLO. Società svuotate e ripulite per circa 10 milioni e 250 mila euro tra soldi e beni mobili. Nuova grana giudiziaria per l’ex sindaco di Tombolo Angelo Berno, 54 anni, ex primo cittadino in quota a Forza Italia, di professione fiscalista e titolare dello studio Federlavoro. Accogliendo la richiesta del pm Luisa Rossi, il gup padovano Cristina Cavaggion lo ha spedito a processo per il 9 aprile davanti al tribunale (a difenderlo il penalista Ernesto De Toni). Oltre a lui, sul banco degli imputati il faccendiere di originario di Napoli Giuseppe La Rocca, 53 anni, pure con residenza a Tombolo (avvocato Denis Zaniolo); gli imprenditori (e fratelli) vicentini Michele Marin, 40 anni, e Luciano Marin, 54, entrambi di Mussolente in via San Antonio (avvocato Guido Sciacca) e infine Tiberio Parton, 60enne di origine padovana residente a Campagna Lupia (Venezia). Le accuse? Concorso in bancarotta fraudolenta (per Berno e i Marin); mentre i tre con La Rocca e Parton dovranno rispondere pure di bancarotta documentale aggravata dall’aver cagionato un danno rilevante gravità.

Secondo la procura sotto la “regia” di Berno, i Marin, avrebbero svuotato alcune aziende attive nel settore della produzione e della lavorazione di carpenteria metallica, Ital Com (sede legale a Vigonza) e Ital Mek (sede legale a Tombolo), dichiarate fallite dal Tribunale di Padova la prima il 24 aprile 2013 e la seconda l’8 maggio 2014 con un passivo rispettivamente di 9 milioni e mezzo di euro e di 750 mila. Un gioco che puntava a togliersi di dosso un abito per indossarne un altro attraverso la creazione di imprese (tra cui una di diritto sloveno) in grado di operare nello stesso ambito ma libere dai debiti, da noie con i creditori e perfino da recriminazioni dei lavoratori quanto ai diritti economici maturati. L’operazione sarebbe iniziata nel 2012 con il trasferimento di gran parte dei beni di Ital Com al patrimonio Ital Mek: in quell’anno il 3 agosto all’amministratore Berno subentra il liquidatore Giancarlo Ottaviano, che non viene messo in condizioni di gestire la ditta. Quindi tra il 4 giugno e il 28 settembre tutti i dipendenti vengono licenziati. Il collegio dei sindaci (competente a valutare la correttezza dei bilanci) fiuta qualcosa di brutto e si dimette il 18 agosto, collaborando nei mesi a venire con la Guardia di Finanza incaricata di svolgere gli accertamenti quando la procura interviene. Le distrazioni sarebbero avvenute per lo più attraverso il pagamento ingiustificato
di fatture, mentre la documentazione contabile sarebbe stata distrutta o fatta sparire rendendo di fatto impossibile la ricostruzione del movimento affari. Nel gennaio 2016 Berno (già coinvolto in un’inchiesta per bancarotta), La Rocca e i Marin erano finiti agli arresti domiciliari.

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