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Finanzieri al mercatino nel mirino gli hobbisti

Gli antiquari che partecipano a Piazzola al più grande appuntamento d’Italia  lanciano accuse di concorrenza sleale: fioccano i sequestri. «Servono controlli» 

PIAZZOLA SUL BRENTA. Si qualificano come hobbisti, dovrebbero vendere pezzi trovati nella cantina della nonna, ma in realtà sono veri e propri antiquari, che vendono - con un regime facilitato - orologi o quadri del valore di decine di migliaia di euro. Una situazione di irregolarità, che va dalla concorrenza sleale all’evasione fiscale, finita nel mirino delle forze dell’ordine. Ovviamente i fari si sono accesi nel mercatino dell'antiquariato più grande d’Italia, quello di Piazzola, che viene allestito l'ultima domenica di ogni mese e conta il maggior numero di ambulanti: un migliaio. Ma gli antiquari sarebbero 350. La legge regionale 10 del 6 aprile 2001 spiega chiaramente come si debbano comportare “gli operatori che non esercitano l’attività commerciale in modo professionale e che vendono beni ai consumatori in modo del tutto sporadico e occasionale”. In soldoni, gli hobbisti «possono partecipare ai mercatini fino ad un massimo di sei volte l’anno», spiegano gli antiquari dell’associazione Aicai, il cui vicepresidente è Gino Roncaia, e che conta attualmente una settantina di soci. «Il valore di ogni oggetto in vendita non deve inoltre superare i 250 euro».

Gli specialisti del settore aggiungono che «gli hobbisti hanno la possibilità di vendere solo oggetti provenienti dalla loro cantina, o dalla casa della nonna, invece ci capita di vedere i loro banchi zeppi di materiale che vale decine e decine di migliaia di euro: se lo possono permettere grazie al beneplacito delle amministrazioni comunali, che hanno come obiettivo quello di riempire le piazze, dare lustro al paese e rimpinguare le casse municipali. In assenza di controlli, gli hobbisti diventano antiquari a tutti gli effetti, sgravati però delle incombenze burocratiche e fiscali di chi l’antiquario lo fa di professione».

In questi ultimi mesi la Guardia di Finanza della Compagnia di Cittadella, guidata dal capitano Giuseppe Taverna, sta presidiando attivamente il mercatino dell’antiquariato di Piazzola, scovando una serie di irregolarità che vedono protagonisti proprio gli hobbisti. L’ultima domenica di agosto, i militari hanno tirato le orecchie ad un espositore che tentava di vendere tre orologi in oro del valore di circa mille euro l’uno; i finanzieri hanno inoltre sequestrato oggetti di argenteria del costo di 1.500 euro. Tre mesi fa, invece, la Guardia di Finanza ha sequestrato, sempre a Piazzola, 87 icone storiche in legno di un hobbista di San Marino che sarebbero state realizzate tra il 1600 e il 1800, del valore di mille euro l’una. Il caso più eclatante risale a gennaio di quest’anno, quando la Finanza di Cittadella ha sorpreso un pensionato di Mogliano Veneto, dichiaratamente hobbista, proporre la vendita
di 559 quadri di artisti contemporanei, per un valore di 280 mila euro. «Abbiamo da tempo presentato le nostre istanze agli amministratori locali, chiediamo controlli da parte del Comune e della polizia locale: si metta in regola chi non lo è», concludono i rappresentanti dell’Aicai.

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