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Tagli Antonveneta addio a 80 sportelli entro febbraio 2018

Le prime 20 agenzie chiuse a fine ottobre, poi altri due step previsti il trasferimento e il ricollocamento di 95 bancari

PADOVA. Il piano di ristrutturazione Mps entra nel vivo. Al 31 ottobre chiuderanno 20 sportelli Antonveneta in Veneto e Friuli Venezia Giulia. Si tratta della prima tranche di un gruppo di circa 80 filiali che andranno dismesse entro febbraio 2018.

Il primi di luglio l’ad Mps Marco Morelli aveva presentato tutti i numeri del piano 2017-2021 approvato dalla Commissione Ue prima dell’ingresso dello stato nel capitale: 5.500 esuberi e 600 filiali chiuse, da oltre 2 mila a circa 1.400. Ne sono già state serrate 170, ne restano 430 in tutta Italia divise per le sei aree Mps di cui Antonveneta fa parte. Gli 80 sportelli a Nordest sono il 18,6% dell’intero piano chiusure e il 21% della macro-area che conta oggi, secondo fonti sindacali, 380 agenzie. Entro il 31 ottobre Mps chiuderà 113 filiali, comprese le venti a Nordest con una riorganizzazione d’organico di 95 unità. Non è ancora chiaro a quanto ammonteranno complessivamente i bancari da ricollocare. Si sa solo che le dismissioni avverranno in tre tranche.

A ottobre chiuderanno tre filiali in Friuli VG: Trieste Ag 6, Cividale e Gemona. Le restanti sono tutte in Veneto: 5 a Padova (Galliera Veneta, le agenzie 11, 27, 25 e 30), una a Belluno a Domegge di Cadore, tre a Venezia (Chioggia e due a Mestre, l’agenzia 3 e 5), quattro a Vicenza (Torri di Arcugnano, Vicenza più le agenzie 4 e 5) e tre a Verona (S. Maria di Negrar, Verona agenzia 5 e S. Ambrogio di Valpolicella).

Ieri sono anche scaduti i termini per la presentazione delle domande al fondo pensionistico. Secondo il piano, dei 5.500 esuberi ben 4.800 sarebbero uscite con l’attivazione del fondo di solidarietà. Mps aveva contato per la scadenza di ieri di raggiungere 1.200 iscrizioni. La Banca non ha diffuso dati ufficiali. Secondo fondi si sarebbe attorno a quota mille. È evidente che questa partita è strettamente legata alla riorganizzazione della rete. Il personale delle filiali chiuse, qualora non in uscita dalla banca, verrà infatti trasferito nei cosiddetti «sportelli incorporanti». Per fare un esempio: le 5 persone di Galliera finiranno a San Martino di
Lupari che già conta 9 persone per 14 unità post incorporamento, che comprende anche lo spostamento dei conti correnti. Ma a regime, dopo lo spin-off, la banca “calcola” che a San Martino vi saranno 10 unità quindi 4 persone o verranno ritrasferite-riposizionate o accederanno al fondo.

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