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Via Murello colpita da tre lutti

Così il parroco di Ospedaletto stasera chiama i residenti per un rosario collettivo

OSPEDALETTO EUGANEO. Tre lutti nel giro di poche settimane e il parroco decide di organizzare nella via la recita di un rosario. È un forte messaggio di comunità quello che in queste ore sta animando via Murello, strada di campagna del Tresto, frazione di Ospedaletto Euganeo. In un periodo ristretto di tempo ben tre residenti hanno perso la vita, portati via dalla malattia: Vittorina di 78 anni, Stefano di 48 e da ultimo Adelino di 61, il cui funerale è stato celebrato martedì scorso. Il cordoglio per questa serie di eventi è stato forte tra i residenti della via e pure nella comunità parrocchiale, tanto che il parroco – don Gianpaolo Mercurio – questa sera alle 21 in una “corte” di metà strada arriverà nella via per un rosario, in memoria dei tre defunti e a sostegno delle famiglie di via Murello. Non verranno richiesti miracoli, non si cancellerà certamente il dolore e né ci si lascerà andare a chissà quali riti, ma semplicemente si cercherà di fare comunità attraverso la preghiera. A raccontare questa pagina di socialità cristiana è anche Dario Carturan, attore molto conosciuto nella Bassa, abile “poeta” di vita vissuta e di ricordi, nato in via Murello e che alla sua via ha dedicato una sorte di piccola ode in questi giorni di dolore: «Che ti succede via Murello, mia via natia, che in poco tempo perdi ben tre persone? Che ti succede via Murello che persino don Paolo, colpito da queste scomparse simultanee, verrà a dire un rosario venerdì? Eppure sei diventata con gli anni da contadina a ridente via, che in maggio si veste di rose e in estate di caldi colori, tra spighe e “fromentoni”, vecchie case e corti che conservano il pozzo e l’asino Pino che ti saluta quando passi. Tu che hai accolto nuovi abitanti che amano il vivere in campagna e curano il loro campo e alla sera portano a passeggio i loro cani scambiando “quatro ciacole”. Tu che in strada alta ti incroci “col Cristo” ma non riesci a frenare le perdite di persone». Lo stesso Carturan racconta così l’incontro di preghiera di stasera: «Con il rosario ci si troverà come una volta; sarà un’occasione per stare insieme e riflettere un po’su questo nostro vivere frettoloso che ci porta a conoscere poco anche i nostri vicini. Il rosario sarà
un primo momento di aggregazione: è mia intenzione organizzare una “Festa dea steadela” per far incontrare residenti e nuovi arrivati, socializzare, riprendere in mano valori e capacità di sostenersi che erano il normale vivere di queste nostre comunità».

Nicola Cesaro

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