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Piacenza lascia l’Unione Megliadina

Scelta in vista della fusione fra quattro Comuni, tornano tre dipendenti

PIACENZA D’ADIGE. Dopo undici anni il Comune di Piacenza d’Adige lascia l’Unione Megliadina. L’altra sera, con il voto compatto della maggioranza, è stata sancita l’uscita del Comune dall’Unione che l’aveva accolto nel 2006. L’addio effettivo di Piacenza d’Adige avverrà a partire dal prossimo 31 dicembre. All’1 gennaio 2018, dunque, l’Unione Megliadina potrà contare solo su Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Santa Margherita d’Adige e Vighizzolo d’Este. «I primi tre Comuni, assieme a Saletto, hanno avviato un percorso di fusione che ormai è segnato» spiega il sindaco Primo Magri «Se la fusione andrà in porto, di fatto a sostenere l’Unione rimarremmo solamente noi e Vighizzolo d’Este, due Comuni da poche centinaia di abitanti. Non c’è alcuna polemica con i miei colleghi che hanno scelto questo percorso, ma certamente non possiamo rimanere a gestire in solitaria questa struttura. Vogliamo trovarci pronti in vista dell’effettiva fusione, che potrebbe compiersi entro il 2018: da qui la scelta di andarcene e di optare per altre convenzioni». Con l’uscita dall’Unione, tanto per cominciare, ritorneranno in municipio a Piacenza d’Adige i tre dipendenti (una cuoca, un addetto all’ufficio tecnico e uno dell’anagrafe) trasferiti nell’ente-unione nel 2014. «In sede di voto la minoranza comunale ha abbandonato l’aula, nonostante l’uscita dalla Megliadina fosse stata condivisa anche dalla stessa opposizione. È un comportamento che ci lascia sorpresi e critici», è la chiosa di Magri.

L’Unione Megliadina, una delle più solide realtà costruite in questo decennio a livello regionale, perde un altro Comune a distanza di un anno dall’uscita di Ponso, che era in Megliadina dal 2005: il sindaco Sandro Parolo aveva indicato due motivi alla base di questa scelta, il percorso di fusione avviato dai quattro colleghi e la mancata proporzionalità di risorse messe a disposizione tra i vari Comuni dall’Unione. Tra Ponso e Megliadina è peraltro in corso un contenzioso sul trasferimento di un dipendente. Nata dal 2001 con Megliadino San Vitale, Megliadino San Fidenzio, Santa Margherita
d’Adige e Saletto, la Megliadina aveva visto abbandonare Saletto nel 2006, anno in cui erano comunque stati aggregati i Comuni di Ponso, Piacenza d’Adige e Vighizzolo d’Este. L’orizzonte, visti gli scenari futuri di aggregazione, sembra molto nero per questa istituzione. (n. c.)

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